The imitation game

Quando ho letto questa notizia, non ho potuto fare a meno di pensare a un'altra cosa. Qualche anno fa uscì un film molto bello, a sua volta tratto da un libro ( a suo tempo ne parlai qui), che si chiama "E ora parliamo di Kevin". In sostanza il libro è un epistolario: numerosissime lettere di una madre che attraverso la scrittura ripercorre la propria vita e il rapporto con suo figlio. Non un figlio qualsiasi, un figlio che un bel giorno entra nella sua scuola e ammazza un bel po' di gente. Non è il solito film/libro sulle stragi nelle scuole, è qualcosa di più, perché inizia il lettore a una visuale a cui non è avvezzo. Più che l'empatia con le vittime e la solidarietà con i genitori degli uccisi come in un altro film altrettanto noto (Elephant), a far da protagonista è l'eterno e doloroso dubbio di una madre che si interroga sul perché si sia arrivati a tanto, e se in qualche modo lei possa averne colpa. In questa storia c'è anche un altro particolare notevole: l'adolescente problematico con cosa compie il massacro? Con un mitra? Con una pistola? Con un coltello? Un machete? No. Con una balestra appunto. Ora, magari il ragazzino spagnolo manco sapeva dell'esistenza di questo film ,eppure la coincidenza è inquietante, soprattutto quando ci si rende conto che spesso e volentieri l'apice della creatività nei giovani di oggi sta nell'emulazione di qualcosa di già visto, magari proprio al cinema o in tv. Il primo film che vidi al cinema con mio padre, fu "Il colore viola". Ricordo che mi impressionò parecchio, ma non così tanto da maltrattare tutti quelli che mi parevano più scuri di me. Adesso però le cose son diverse, e insomma volevo dirvi, che a breve uscirà nelle sale "Faber in Sardegna", e io non so mica se vi conviene che ci portiate i vostri figli. Ché è un attimo che vi ritroviate in un anfratto del Gennargentu e con l'orecchio mozzato. Poi fate voi.



La vera Primavera


Ché a primavera, più che di fiori, profumi e farfalle, ho bisogno di persone. Che si accorgano dei fiori, che profumino e che abbiano le farfalle nello stomaco.