Bla bla bla, cha cha cha

Tempo fa, un po' per la pigrizia di non dover rispondere ai commenti, e un po' perché spesso scrivo solo per riordinare i miei pensieri, avevo disabilitato il bottone "commenta" sui post del blog. Da allora ho perso un mucchio di followers. Essì che anche quando il tastino palpitava lieto e vitale in fondo alla pagina, non è che mi commentassero poi in tanti. È un po', come se si rinunciasse al voler andare a vedere una mostra, solo perché si è scoperto che è vietato commentare le opere a voce alta. Come se la frenesia di voler dire la propria, avesse prevalso sul guardare o l'ascoltare. Come se la capacità di giudizio avesse valore solo se compressa e materializzata istantaneamente attraverso il fiato della bocca, come se non fossimo più capaci di poterci tenere dentro il bello e il brutto senza doverlo prima condividere, contestare o confermare. Come se l'unica pausa di silenzio tollerabile sia quello dell'innocente rotellina che gira a vuoto quando un video su youtube tarda troppo a caricare.




La verità, quella vera: il blog è marcescente da un bel po' di mesi. I miei followers hanno fatto benissimo a scaricarmi in malo modo, anzi mi meraviglio che non mi abbiano mandato al diavolo facendo disegnini osceni sui muri, ma il ragionamento sul silenzio inteso come scrigno per sensazioni che non perdono validità perché inespresse, vale lo stesso.  

E quindi bla bla bla, cha cha cha.


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