Io sono pronta. E voi?

Le Moleskine hanno una cosa che le rende bellissime. Sono anonime. Quelle classiche hanno tutte la copertina nera e rigida, e nessuna scritta fuori. Non c'è né l'anno, né un contrassegno particolare. Niente che le distingua, niente di niente. È pur vero che io ci attacco l'etichetta  sul davanti, ma il risultato non cambia: quando mi immagino un futuro molto lontano, mi figuro nella mente un intero ripiano di libreria pieno di questi quaderni dalla costa nera. Piccoli soldatini luttuosi che sembrano avvertirmi di lasciar perdere. Di non avvicinarmi, di non sprofondare nel pozzo nero dei ricordi. 

Il bello delle Moleskine dicevo, è che sembrano anonime ma non lo sono. Quando le vedi tutte in fila, sembrano piccoli cipressi squadrati di un unico viale uguale a tanti altri. Ma è solo un'illusione. Per capire devi tirarle fuori, aprirle, leggerne il contenuto. Allora improvvisamente tutto ritorna a galla. Ed è  un susseguirsi di flashback, un pomeriggio assolato, una frustata di vento, una parola mal detta, un gesto impulsivo, un proposito dimenticato  non appena scritto, una carezza piena di rimpianto, una parola scritta a metà, un disegnino noioso.  Le Moleskine, hanno questa particolarità. Che quando le inizi ti fanno ricordare, a dispetto di qualsiasi bilancio annuale precedente, che l'unica cosa importante è essere importanti. Non per gli altri ma per noi stessi. Esternamente saremo forse sempre le stesse persone, con la stessa pettinatura, la stessa montatura di occhiali, lo stesso modo di fare il broncio, la stessa costa anonima uguale per tutti, ma chi ha la pazienza di "tirarci fuori dallo scaffale" si accorge delle piccole increspature del nostro tempo che passa, dei miglioramenti, dei peggioramenti, del nostro divenire. Tutto sta nell'aver voglia di andare oltre la copertina rigida e anonima. Proprio come per le Moleskine. E se non piacciamo, che ci rimettano pure nello scaffale, qualcuno pronto a "leggerci" sul serio, prima o poi ci sarà. E nella peggiore delle ipotesi, fossimo noi tra ottant'anni con l'Alzheimer a sfogliarci annoiati tra una dimenticanza e l'altra, sarà comunque un bel leggere. E chissà che magari  non ci riconosceremo. 


Un importante 2014 a tutti. 





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