Con Stoner, preparatevi ad andare in bianco




Mi è sempre parso che iniziare un libro, sia come salire su un treno. Ci si sale sopra, ci si sceglie un posticino vicino al finestrino e si guarda fuori.  All’inizio è pur vero che state fermi. Ma fermi  fermi. Allora guardate il cartello blu della stazione, i ritardatari che corrono, i fidanzati che si salutano, insomma vi abituate all’idea del viaggio. Poi il treno parte, ma non veloce, anzi, molto molto lento; è una cosa che quasi vi irrita, siete dentro quei fastidiosi momenti in cui cambiate continuamente posizione, quelli in cui studiate i vostri occasionali compagni di viaggio nel vagone, e riguardate fuori, ma riuscite ancora a vedere il cartello blu e i fidanzati che salutano con la mano la dolce metà viaggiante. Poi lentamente ci si avvia, sfila la periferia, o forse i campi; è ciò che aspettavate,  vi mettete più comodi , allungate le gambe, e controllate se ci sono chiamate sul cellulare. E quando meno ve lo aspettate, il treno prende velocità, e voi questa volta guardate al finestrino appoggiando la testa, oppure il naso. E il paesaggio, filtrato dal riflesso del vostro viso, dà ufficialmente inizio alla sfilata, fa bella mostra di sé in tutte le sue sfaccettature;  vi stupisce con pareti di roccia tutte minacciosamente uguali, e vi sorprende con inaspettate colline dolci, vi prende in giro con gallerie improvvise, e vi acceca con l’azzurro del mare. E voi vi ci perdete dentro. È iniziato il viaggio, e voi incominciate finalmente ad apprezzarlo. Coi libri è un po’ la stessa cosa. C’è quella fase di rodaggio in cui dovete ambientarvi e abituarvi ai personaggi, ai caratteri, ai visi, allo stile del paesaggio, e dopo vi ci trovate immersi  trasognati. È un processo lento ,ma necessario. Altrimenti vuol dire che il libro non fa per voi e che siete rimasti alla stazione per via di uno sciopero dei mezzi.

Ma con Stoner invece no.

Con Stoner è come essere in cima a una  montagna. E inciampare. E cadere. E scendere giù dalla montagna, veloci fin da subito. Solo che siete a piedi, e non potete gestire la vostra discesa non programmata. Vi trovate  a rotolare, e rotolando vi ingrossate. All’inizio siete piccole palle di neve che scivolano via. La candida assenza di sussulti che movimentano la vostra discesa, vi sconcerta. E vi dà modo di guardare il paesaggio, rassicurati dal minimalismo lineare di una storia che sembra banale. Eppure non vi accorgete neanche di quante cose vi rimangono appiccicate addosso mentre scendete giù. Interi pezzi di vita di Stoner vi aderiscono sul corpo e vi riempiono, e voi diventati sempre più grossi e più densi. E le sue giornate vi scorrono sotto le mani, mani che non hanno più voglia di  resistere alla discesa, ma accarezzano il manto nevoso della storia, quasi a consolarla. E le sue decisioni si impigliano sulle vostre sopracciglia e vi pesano all’altezza dello sguardo. E le sue solitudini, i suoi successi e insuccessi,  vi si infilano nelle tasche.  E non si sa come, e non si  sa quando, a un certo punto, la discesa è già finita.  E voi non vi siete schiantati contro il tronco di un albero.  Vi siete mollemente fermati sul terreno solido della parola fine. Solo che ora, siete gonfi di sensazioni impacciate, contrastanti, e pesanti,  irrinunciabili,  incantevoli, e strazianti.

E a quel punto non è che vi resti molto da fare. Una volta presa coscienza che Stoner vi si è adagiato e depositato dentro, o risalite in cima e ricominciate la discesa, oppure vi sciogliete in pianto come neve al sole.

E in ogni caso, mai sarà così doloroso, tornare nuovamente a bassa quota,  in un mondo dove Stoner non c’è. 

24 commenti:

  1. Ma sai che ho pensato anch'io in questi termini al viaggio tra le parole e le pagine di un libro? Magari non esattamente in treno. Che invece rende benissimo l'idea.
    I sobbalzi, i paesaggi, gli altri viaggiatori.
    Sì, mi piace assai.

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  2. Ah Gioiuzza, quanto ti piacerebbe questo libro!!! Stoner ha una vita "immobile" eppure trascinante. Bellissimo viaggiare così, con cose a portata di mano e di vite all'apparenza ordinarie.

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  3. Suggerimento interessantissimo. Me lo segno per i prossimi acquisti in libreria :)

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  4. Se lo prendi, voglio assolutamente un tuo parere a fine lettura. Credo sarà uno dei libri che nelle prossime strenne natalizie dei miei amici spunterà spesso :D

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  5. Post scritto meravigliosamente , dove il viaggio e ciò che ci trasciniamo dietro è l'esatto messaggio che può dare o non dare un libro che stiamo leggendo.
    Esempi veramente eccellenti!
    E brava la mia spugnetta....

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  6. La spugnetta è molto entusiasta di questo libro, e sta cercando subliminalmente di invogliarvi alla lettura.

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  7. ciao
    che bello questo blog e interessante il libro che hai recensito. Non lo conoscevo ma mi ispira molto, lo metto nella lista dei prossimi acquisti!

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  8. Stoner chi? il pilota di motogp?

    Allora, si sente che il tuo (stupidotto) vicino di blog è tornato eh? eh? ^_^

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  9. @Mirtilla: è semopre un piacere regalare spunti nuovi per le prossime letture. Grazie per la visita :)

    @Paolino: alleluja, eri in ramadan? :D

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  10. Ho scioperato contro me stesso :-)

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  11. Mai letto nulla. Ma mi è piaciuta la tua recensione. Me lo segno. Bel posto complimenti. Se hai voglia di due chiacchere sul cinema e altro passa da casa mia...http://cinquecentofilmisieme.blogspot.com/

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  12. ah ma allora non sei sublimata! :)

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  13. @Beatrix: lo farò senz'altro. Grazie :)
    @Adrean: figurati!! Potevo mica lasciarti così nella terra dei mortali :D

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  14. immagini vive, molto originali, colpiscono. Mi piace l'idea del treno, preferisco quella di scivolare a valle, fuori dal mio controllo. Brava :)

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  15. ho ordinato il libro ieri.:) Spero sia bello quanto la tua recensione. Buona giornata!:)

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  16. @Giorgia: hai detto bene, in effetti uno dei pregi migliori dei libri, è quello di farti perdere il controllo. :)

    @giacy: è molto meglio della mia recensione. Sono contentissima che tu l'abbia preso. Aspetto con ansia il tuo illuminante parere. :)

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  17. E dai, ammettilo che sei stata assoldata dalla Fazi Editore, su! Noi ti vorremo bene lo stesso e continueremo imperterriti a seguire il tuo blog! Sai quante nuove copie venderà il libro grazie alla tua recensione?? Sì, parecchie.
    Va be, dai, se il libro è così bello, due righe gliele scrivo io alla casa editrice; mi sembra giusto che anche tu abbia il dovuto riconoscimento economico…
    Baci spugnosi.

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  18. E comunque quella copertina là è azzeccata. Intrigante, non v’è dubbio.

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  19. Ma magari mi assoldassero! Finalmente quando scrivo le mie cosucce potrei dire "sto lavorando" e non "sto cazzeggiando su internet" :D

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  20. Arrivo solo ora dal blog di Giacy.nta e la tua recensione mi lascia senza fiato.
    Come potrei a questo punto non cercare subito il libro e leggerlo?
    Intanto, in attesa di conoscerti meglio, mi unisco al tuo blog.
    Piacere di averti incontrata!
    Paola

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  21. Incoraggiato anche dalla postfazione dello splendido collega Peter Cameron, e dal parer positivo dell'illuminata Giacinta, metto in lista... :)

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  22. Modo decisametne originale di parlare di un libro senza anticipare nulla della trama o dei personaggi, ma per suggestioni. Stoner, profuma di cult...mo, me lo segno.

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  23. Spedita qui da Giacynta direi che me lo segno di sicuro

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  24. Cara Noce Moscata, come sei brava! se fossi una romanziera, mi piacerebbe avere una tua recensione ai miei libri.

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