Di lettevatuva poco sevia

Ieri, ma proprio ieri, il 2 Ottobre, solo che non del 2012, ma del 1950, uscivano freschi freschi di tiratura i primi Peanuts.

Guarda che ti vedo, Snobbista Letterato con la S e la L maiuscola, ti vedo mentre arricci il nasino e pensi:

- Ah, ho capito, le stvisce del bvacchetto. Mai avute in casa, io leggo solo lettevatuva sevia.

Ecco, ricrediti pure. Perché ad esempio, la famosa vignetta "Era una notte buia e tempestosa", è stata  ripresa anni dopo, non da un articolo di fondo di una rivista di settore, ma da uno scrittore che nulla aveva di poco serio o poco significativo.

Sulla parete di fronte al mio tavolo, è appeso un poster che mi hanno regalato. C’è il cagnolino Snoopy seduto di fronte alla macchina da scrivere e nel fumetto si legge la frase: “Era una notte buia e tempestosa..” Ogni volta che mi siedo qui leggo “Era una notte buia e tempestosa..” e l’impersonalità di quell’incipit sembra aprire il passaggio da un mondo all’altro, dal tempo e spazio del qui e ora, al tempo e spazio della pagina scritta; sento l’esaltazione d’un inizio al quale potranno seguire svolgimenti molteplici, inesauribili; mi convinco che non c’è niente di meglio d’un’apertura convenzionale, d’un attacco da cui ci si può aspettare tutto e niente; e mi rendo anche conto che quel cane mitomane non riuscirà mai ad aggiungere alle prime sei parole altre sei o altre dodici senza rompere l’incanto. La facilità dell’entrata in un altro mondo è un’illusione: ci si slancia a scrivere precorrendo la felicità d’una futura lettera e il vuoto s’apre sulla carta bianca.

Da quando ho questo poster appeso davanti agli occhi, non riesco più a terminare una pagina. Bisogna che al più presto stacchi dal muro questo maledetto Snoopy; ma non mi decido; quel pupazzo infantile è diventato per me un emblema della mia condizione, un ammonimento, una sfida.

La fascinazione romanzesca che si dà allo stato puro nelle prime frasi del primo capitolo di moltissimi romanzi non tarda a perdersi nel seguito della narrazione: è la promessa d’un tempo di lettura che si stende davanti a noi e che può accogliere tutti gli sviluppi possibili. Vorrei poter scrivere un libro che fosse solo un incipit, che mantenesse per tutta la sua durata la potenzialità dell’inizio, l’attesa ancora senza oggetto. Ma come potrebb’essere costruito, un libro simile? S’interromperebbe dopo il primo capoverso? Prolungherebbe indefinitamente i preliminari? Incastrerebbe un inizio di narrazione nell’altro, come le Mille e una notte?

[Se una notte d’inverno un viaggiatore], Italo Calvino (Ed. Oscar Mondadori 2011/ Brossura), Pag. 175
Come vedi, caro il mio letterato snobbista (questa volta con una s e una l minuscole e sdegnose) hai fatto un gvosso evvove a non leggeve manco una stviscia. Grazie a Schulz, ai voletti a zigzag di Woodstock, alle risposte scorbutiche di Lucy, al malinconico pessimismo di Charlie Brown,  ai tormentoni esistenziali di un bracchetto riflessivo, e alla timidezza di Linus, abbiamo imparato come i disagi e le incertezze generazionali potessero essere espresse con una freschezza narrativa senza eguali.

E anche Calvino, nonostante avesse colto perfettamente la filosofia di fondo del bracchetto scrittore, avrà dovuto assistere nel tempo ai tentativi, a volte felici, a volte meno, di proseguire quel mirabile incipit entrato nella storia collettiva degli appassionati e non.










E se Italo fosse stato qui oggi, secondo me una telefonata tra colleghi ci sarebbe pure potuta scappare. E con la scusa di fare gli Auguri, chissà quali perle a quattro mani a due zampe e due mani, sarebbero venute fuori.



(Per correttezza, bisogna dire che da noi, i Peanuts fecero la loro entrata trionfale solo nel 1965, grazie a un signore che oltre a fare il giornalista, ha fatto anche l'editore, il disegnatore e il libraio. Si chiamava Giovanni Gandini e assieme a Snoopy, ci ha fatto conoscere anche la Valentina di Crepax. Qui trovate l'introduzione a Storie sparse, un'antologia gandiniana uscita appena l'anno scorso che raccoglie il suo materiale migliore )


8 commenti:

  1. I più grandi poeti del 900: Charles Monroe Schulz e Arthur Stanley Jefferson.
    :-)
    (ne sono convinto davvero, e ho tutti i Linus dal 1965 in casa, ovviamente comperate sulle bancarelle da adulto)
    Non sai chi è Arthur Stanley Jefferson? ha lavorato molto con O.Wendell Hardy, dovresti ricordartelo.

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  2. In effetti se non m'avessi messo accanto Hardy, non avrei mica capito di chi parlavi. :) Il vero fanatico in casa mia del duo è mio padre, io nonostante li abbia sempre visti e rivisti con estremo piacere, sono più legata a Chaplin. Forse perché i primissimi due film che mio padre m'aveva fatto vedere, erano Monsieur Verdoux e Luci della ribalta. Un colpo basso quindi :)

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  3. In effetti, ce ne sono tanti che sono convinti che Snoopy sia solo un pupazzetto grazioso; poi se gli fai leggere le strisce rimangono perplessi, non capiscono, boh. Ne ho incontrate/incontrati tanti.
    Chaplin è stato grandissimo anche come regista, anche questo l'hanno capito in pochi; dovresti leggere cosa dice di lui Jean Renoir - anzi, quasi quasi nei prossimi giorni vado a pescare qualcosa in proposito.

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  4. Bravissimo Giuliano! Pesca, pesca che è sempre un piacere imparare le cose dai tuoi post! :)

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  5. Quando ero piccina, a casa mia si viveva di pane e Peanuts... :)

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  6. Bravissima Noce! Ma sai che mi hai fatto venir voglia di rileggere qualche striscia e di acquistare pure un bel poster da attaccare nello studiolo dei signori valigiesogni? Tanto per ricordarci di pensare alle cose serie con un sorriso!

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  7. "Era una notte piuttosto buia e vagamente tempestosa" è straordinaria xD
    Comunque quanta saggezza e ironia nei Peanuts. Solo un grande poeta poteva idearli. Li adoro!

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  8. @Gioia: in pratica, la colazione dei Campioni :D

    @valigiesogni: una bellissima idea. Poi per noi lettori, ci sono anche quelle strisce bellissime dove Snoopy legge Dostoevskij :)

    @Vincent: è vero. :D I Peanuts mi hanno sempre fatto o molto ridere, o molto pensare, a volte mi hanno persino commosso, ma di sicuro mai mi hanno lasciato indifferente :)

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