Sul confine tra leggere e scrivere

Italo Calvino



C'è una linea di confine: da una parte ci sono quelli che fanno i libri, dall'altra quelli che li leggono. Io voglio restare una di quelli che li leggono, perciò sto attenta a tenermi sempre al di qua di quella linea. Se no, il piacere disinteressato di leggere finisce, o comunque si trasforma in un'altra cosa, che non è quello che voglio io. È una linea di confine approssimativa, che tende a cancellarsi: il mondo di quelli che hanno a che fare coi libri professionalmente è sempre più popolato e tende a identificarsi col mondo dei lettori. Certo, anche i lettori diventano più numerosi, ma si direbbe che quelli che usano i libri per produrre altri libri crescono di più di quelli che i libri amano leggerli e basta. So che se scavalco quel confine, anche occasionalmente, per caso, rischio di confondermi con questa marea che avanza; per questo mi rifiuto di metter piede in una casa editrice, anche per pochi minuti.

[Se una notte d'inverno un viaggiatore], Italo Calvino (Ed. Oscar Mondadori 2011/ Brossura), Pag. 90


6 commenti:

  1. sembra quasi una descrizione di Primo Levi...pare che il suo rapporto con La Stampa e con l'Einaudi (cioè con Italo Calvino) fosse proprio così, a quanto ho potuto leggere dalle testimonianze dirette.

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  2. alla Stampa (non mi ricordo il nome del redattore) dicono che Primo Levi entrava in redazione quasi chiedendo scusa, dicendo cose come "ho scritto questo, guardate se vi può interessare", ed era già un autore molto famoso
    :-)

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    1. Che tenerezza! E che grande lezione d'umiltà!

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  3. nota bene: sul lavoro, Primo Levi era un Capo, un Direttore d'Azienda. Da quello che ho potuto leggere, era severo e molto preparato, ma non era mai arrogante. (ed era molto riservato). Differenze con l'oggi?

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    1. Infatti nel commento precedente, volevo aggiungere: esattamente come oggi! :D

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