Sul potere devastante di certi film insospettabili




Ragazze mie, avete rotto. È dal 2001 che ho questo rospo in gola e adesso finalmente ve lo posso dire. Non che potessi dirvelo prima, che io sono una di quelle che sulle cose arriva sempre un po’ tardino. Però ora mi sono illuminata e ho visto la Luce. La Poulaine vi ha rovinato. Da quando è uscito Il favoloso mondo di Amelie (alias Nani da giardino che vincono il Premio Pulitzer per le foto in vacanza) vi siete montate la testa.

È un compito difficile il mio, ma qualcuno doveva pur dirvelo. E Dio ha scelto me per farlo.
Si ok, dalla vostra parte c’è che un film del genere, prima di allora non era mai uscito. Almeno non così, che portasse alla ribalta le ragazze timide e introverse della porta accanto  con tutte quelle doppie farciture di surrealismo romantico e quelle spolverate di  realtà caramellose. Però adesso basta, non è che su quel film dovete costruire la vostra campagna pubblicitaria esistenziale. Non è che tirare sassolini nel fiume o infilare le mani in un sacco di ceci vi eleva a uno stato di beatitudine e fa di voi delle creature mitologiche da venerare come dee. Il fatto di immedesimarvi nella lieve vita di Amelie, non vi dà il diritto di credervi esseri speciali  in via d’estinzione,  e neanche quello di sbandierarlo a mezzo mondo. No perché altrimenti, siete esattamente come le classiche modelle altezzose, che siccome sono fighe e hanno gambe chilometriche  vanno in giro con mini mozzafiato giusto per ribadire il concetto.

I maligni adesso diranno due cose:

1) che la blogger farneticante è un over trenta acida e invidiosa. Potrebbe essere.

2) che la blogger saccente semplicemente non ha visto il film, e quindi parla per sentito dire.

E qua vi sbagliate. Perché io il film l’ho visto un miliardo di volte, e mi piace esattamente come la prima. Perché è ottimista, è leggero, è lenitivo e ha un effetto provenzal-consolatorio che solo i francesi riescono a creare. E se mi piace così tanto, vuol dire che anche io mi ci sono immedesimata.  Embè?

Questo fa di me un unicorno? Non mi pare.  Però non vorrei neanche che fraintendiate: il buono di quel film è che rivaluta riuscendoci appieno tutte quelle persone che spesso sembrano invisibili per il solo fatto di non avere lo stesso impeto di altre nell’affacciarsi in quell’affollata piazzetta che è il mondo. Ed è vero che anche quelle persone sono speciali. Ma esattamente come le altre.

Mò vi spiego: anche io ho letto decine di libri seduta su una panchina al parco con le mie ballerine rosse e la borsina piena di fiducia nel mondo. Ed è probabile che in quei momenti io mi sentissi bella e speciale, e innamorata della vita. Ma il tossico che si fermava a chiedermi una sigaretta vedeva in me solo un potenziale distributore di Camel. Strano? No, normale. E ne converrete anche voi, non sarebbe stato opportuno interrompere il suo trip spiegandoglielo. Oppure:  voi che siete inciampati qui, lo vedete coi vostri occhi che ho un blog con un sacco di rubrichine a lato in cui si intuisce che ho una visione tutta mia del mondo. Ma non pubblicizzo il blog da nessuna parte.  I miei amici manco lo sanno che scribacchio in giro, e il mio fidanzato se lo ricorda solo perché a volte tardo a rispondergli su skype (stavi scrivendo tutte le tue cosine da scienzata eh? Sì, ha un’alta stima di me, un po’ troppa ma non oso contraddirlo). Mi piace anche cucinare e a volte mi perdo dietro i colori degli ingredienti, e trovo che ci sia anche una gran dose di poesia nell’atto di creare un piatto dal nulla o quasi, ma questo lo so io, voi che lo state leggendo adesso, e  quei pochi attenti che mi hanno osservato mentre preparavo qualche piatto (casi veramente rarissimi). Anche io faccio foto a cose che sembrano animali poffettosi, ma quando le vede mia mamma dice che per fortuna uso una digitale e non devo sviluppare tutte le cretinerie che vedo e immortalo. E comunque è una cosa che non mi interessa dire al mondo.  E poi, parliamoci chiaro, io non sono solo questo. Posso anche fare le foto più belle dell'universo, leggere tutta la vita appollaiata romanticamente su uno scoglio, scrivere cose bellissime e dolcissime, aiutare un cieco ad attraversare la strada, ma in altri contesti sono anche egoista e petulante , posso sciorinare serie infinite di parolacce inenarrabili se sbatto il mignolo del piede sul comodino, e quando sono da quattro ore in fila alle Poste, non so quanto volentieri dico di sì al vecchietto che mi chiede di cedergli il posto.  Quindi  l’aspetto della ragazza incompresa, timida e meravigliosa dentro, è appunto solo un aspetto. Vale fino a un certo punto e non serve  sbandierarlo in giro come  fosse un biglietto da visita da presentare con lo sguardo conturbante di un rappresentante di aspirapolveri.


Cosa che invece fanno tutte le donnine post-Amelie. Finalmente consce di essere speciali nella loro normalità te lo sbattono in faccia prima ancora di dirti il nome. E così la bellezza delle piccole cose va a puttane a braccetto con la modestia.

-  No, il mio nome non ti deve interessare, sappi solo che sono una ragazza qualunque. Sai, io amo leggere al tramonto, adoro lo sguardo dei clown tristi per la strada, mi commuove la poesia di un braccialetto di perline,do un nome a tutte le piantine che ho sul davanzale e ho un mondo tutto mio che aspetta solo di essere scoperto.

E chi se ne sbatte!

Le qualità sono belle soprattutto quando qualcuno le scopre e te le fa notare. Io non voglio dire a tutti che ho un blog, non lo spaccerò in tutte le bacheche di Fb né sulla mia, voglio che chi è interessato lo scopra, e magari mi dica che lo trova interessante, altrimenti non vale. Così per la lettura, per la fotografia, la cucina e qualsiasi altra passione coltivi per me stessa e non per gli altri. Perché la cosa che vi sfugge care donnine dei miei stivali, è che la magia delle cose come anche quella delle persone è uguale uguale alla paura. Appena la dici in giro, l’effetto esorcizzante di averla confessata la fa scappare. Quella fa puf e poi sparisce. Anche il carpentiere dalle mani ruvide che in pausa pranzo mangia voracemente il suo panino con la cotoletta mentre schiaccia giulivo le formichine che passano, avrà qualcosa di magico. Lui di certo non ne è consapevole  e non ve lo dirà. Ma sono sicura che la moglie  che gli ha preparato il panino lo sa.

15 commenti:

  1. Senti un po'...sono senza parole. Ho letto tutto d'un fiato questo capolavoro (a tratti scompisciandomi poco Amelie-amente) e lo trovo di una bellezza assoluta.
    Dì alla mamma e al fidanzato che alla Gioiuzza piace da matti leggerti!!! :))
    Dai. Scrivi ancora.

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    1. Alla mamma non lo dico, che altrimenti per deformazione professionale viene a correggermi gli errori di sintassi :D

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  2. oggi ho guardato Prendi i soldi e scappa (Take the money and run)e a un certo punto mi sono detto: ecco a chi somiglia la foto sul profilo blogger di Noce Moscata! Ci ho messo un bel po' ma infine ci sono arrivato.
    (ma no, non a Woody Allen!!!) (Janet Margolin, un po' sì)

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    1. Ma è vero! *_* Cioè non che io assomiglio alla Margolin, la foto ci assomiglia, tipo questa


      http://image1.findagrave.com/photos250/photos/2008/351/9466_122954452429.jpg

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  3. aspè, mi sa che il link è troppo lungo. Provo a metterti quello più corto.

    http://www.findagrave.com/cgi-bin/fg.cgi?page=gr&GRid=9466

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  4. "Perché la cosa che vi sfugge care donnine dei miei stivali, è che la magia delle cose come anche quella delle persone è uguale uguale alla paura. Appena la dici in giro, l’effetto esorcizzante di averla confessata la fa scappare. Quella fa puf e poi sparisce."

    Amelie infatti non aveva Facebook né un blog, o se ce li aveva non lo dava a vedere. Nino aveva Tumblr e ci metteva le fototessere, però gli toccava tenerselo privato perché se no lo avrebbero denunciato.
    Insomma, la parola d'ordine è umiltà e passione. Il resto lasciamolo alle età brufolose.

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    1. Ahahah, Nino su Tumblr ce lo vedrei tantissimo. :D
      Con una password segreta tipo "uomopelatoclick"!!

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  5. Ho scoperto il tuo blog da un po' e questo è uno dei post che preferisco. Adoro il Favoloso mondo di Amelie da quando la mia migliore amica me l'ha fatto vedere a spezzoni su youtube e ammetto che diverse volte ho provato ad imitarla fallendo miseramente proprio per i motivi che elenchi tu...
    Insomma, i pensieri sono li stessi ma io non li avrei mai saputi scrivere così bene! (:

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  6. Ahahah, mi son data la zappa sui piedi e manco lo sapevo. Scrivo post in cui dico fermamente che non pubblicizzerò il blog da nessuna parte, e poi in un momento di ozio mi apro la paginetta. E avrei vissuto felice e spensierata, immemore delle farneticazioni di un passato neanche tanto lontano, se tu non m'avessi ricordato che ho scritto QUESTO!!!! :D

    Cosa faccio adesso? Cancello la paginetta facebook, o fingo indifferenza e procedo? Aspetto consigli con ansia. :)

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  7. Ahahahhah penso che non ci sia niente di male ad aprire una pagina fb per un blog... insomma, farlo non significa per forza che vuoi farti conoscere e avere più lettori! E anche se fosse, non ci trovo niente di male...
    Quindi, direi, continua così!
    p.s: non sono del tutto imparziale dato che sulla tua pagina facebook pubblichi anche chicche culturali molto interessanti :D

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  8. Ma io VOGLIO più lettori!Io voglio che mi segua il mondo intero (delirio da Lunedì mattina). :D

    Scherzi a parte, prendo quello spazio su fb per infilarci cose che mi piacciono ma su cui non riuscirei mai a fare un post sul blog per pigrizia o perché sarebbe superfluo. Vista la mia volubilità cronica, vedremo quanto dura! :)

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  9. Il Favoloso mondo di Amelie è uno dei film che mi sono piaciuti di più (complici la colonna sonora strepitosa e la Tatou). Ma la graffiante recensione di Noce ha ribaltato come un calzino l'immagine che conservavo di questo film.
    Mi devo ancora riprendere. E intanto mi chiedo: come mai la scena che rimane più impressa nella mente è quella della mano infilata nelle lenticchie-fagiolini-semi o quel cavolo che è? Ma voi, ogni volta che vedete un sacco con dentro qualcosa di simile, non pensate al film? A me capita spesso. Molto più di quanto non mi capiti di pensare a Shining ogni volta che vedo un triciclo. Va beh.


    Ho scoperto questo blog in un modo che sinceramente non ricordo. Il mio primo commento: "Stronzo". Perché pensavo, non so perché, che il blogger fosse un uomo. Poi ho scoperto che è una donna. Secondo commento: "Stronza. Con la A".
    Poi - sarà perché le stronze mi attirano (karma di merda è il caso di dire) - ho fatto un altro giretto da queste parti qualche giorno dopo. E ho trovato Noce meno stronza. Poi ancora un salto, poi un altro, e un altro ancora. E adesso, come un grillo, zampetto di post in post quotidianamente. Sul mio cellulare, quando apro google compaiono i loghi di: In-bank; Ansa.it; Il Dolomiti; Cattedrale; Le spugne non hanno giornate no.
    Questo blog è intelligente, infinito, mai banale. Senza pretese eppure superiore a mille altre minchiate che si trovano in rete.

    E a volte penso: ma quante cose ci sono nella testa di Noce, e tutte diverse? Io me la immagino che a volte sclera e impazzisce e ti pianta di quelle incazzature e cere da paura a non finire. E poi che legge e piange e ride, che si entusiasma, si accende, si eclissa, poi riappare. Lei e il suo cane, in giro per Nuoro, con gli occhietti che scandagliano il mondo.

    Che tipa :)

    E l'altra sera stavo lavando i piatti. E mi sono accorto che ho della Noce Moscata, in cucina, vicino al peperoncino e alla cannella.

    Gabriele

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    1. Gabriele però così mi commuovi. Al prossimo accesso d'ira (è proprio come te lo sei immaginato) penserò a te e al tuo commento/effetto panacea.

      Tra l'altro: quindi eri tu che mi hai scritto "Stronzo/a"!!! Io non ti ho risposto solo perché pensavo fossi un mio ex che a sua volta faceva finta di essere un passeggero casuale sul blog ma che intanto mi lanciava le frecciatine da stronzo (appunto). :D

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  10. Ma magari avessi una ex come te!
    Ehm...Sbaglio o è un paradosso questo?

    Però quanto mi piace la tua mente Noce.


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    1. La mia mente è tutta fuffa e brufoli. :P

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