Pubblicità Progresso: non vedo proprio perché io debba spostarmi da qui, e voi da lì.



La Sardegna fa schifo. Non ci venite mai. 

In fondo cos’è che non abbiate già visto? Un canovaccio di terra circondato dall’acqua. E allora? Prendete una paperella di gomma, immergetevi nella vasca e sarà la stessa cosa. E poi quel mare trasparente, e quell’acqua cristallina, vogliamo parlarne? Dopo un po’ rompe le balle persino a guardarla: quella distesa marina tra il blu e il verde che riflette i raggi del sole, che fin dove la guardate  è tutta luccicante, eccheppalle, mettetevi una mirror ball appesa al soffitto della camera da letto, ed ecco che anche voi avreste lo stesso effetto, poi quando siete stufi di fissare il gioco di luci sui muri, spegnete la luce e chi s’è visto s’è visto, e non dovrete neanche togliervi la sabbia dalle mutande. E poi tutti quei profumi di mirto, di oleandri, di sughero, di olivi, pensate che accozzaglia di aromi, una roba nauseabonda. Fa venire il mal di testa solo a pensarla. Che poi voi direte, beh però al chiuso almeno si sta bene. No, assolutamente! Peggio che mai!  L’ospitalità dei sardi è rinomata, ma se uno va in vacanza è per provare anche nuove emozioni, perciò perché venire in un posto che vi fa sentire come quand’eravate piccoli a casa dei nonni! Boh, a me pare un controsenso.  E poi, avete presente i nuraghi  e le domus deiana? Tutti specchietti per le allodole. Il più delle volte dovete camminare buone mezz’ore per arrivarci, magari in un pomeriggio torrido e immersi fino al collo nella natura ancora vergine (!), e chissà cosa potrebbe spuntare da quelle ginestre in fiore a bordo sentiero!Ma chi ve lo fa fare dico io! In vacanza ci vuole relax per la miseria! Un’ amaca di quelle comode,  piazzata in balcone tra due pluviali e starete da Dio! E se avete la tv nella traiettoria giusta, potete persino guardarla da lì. Si certo, c’è anche da dire che c’è stata parecchia gente famosa qui nell’isola. Ma si tratta indubbiamente di sbagli clamorosi, oppure di gesti dovuti alla follia. Prendete ad esempio Garibaldi e la sua Caprera. Si sa benissimo che Garibaldi che comanda fu ferito ad una gamba, e tanto a posto non era.  E non dimentichiamo poi l’idioma locale. Quell’astruso e oscuro linguaggio che usano i nativi. Ma chi ve lo dice che già mentre passeggiate nelle loro piazze, quelli là, gli indigeni, chiusi in crocicchio non stiano già tramando alle vostre spalle certi di non essere capiti!

Poi vabbè, arriviamo alla spina nel fianco, la gente che scrive sulla  Sardegna come Vittorini e il suo libro. Adesso, senza che vi dica niente, facciamo una cosa: io vi piazzo qua l’introduzione scritta dall’autore ad apertura del suo libriccino, e dopo mi dite sinceramente cosa ne pensate.

“Io so cosa vuol dire essere felice nella vita, è la bontà dell’esistenza, il gusto dell’ora che passa e delle cose che si hanno intorno, pur senza muoversi, la bontà di amarle, le cose, fumando, e una donna in esse. Conosco la gioia di un pomeriggio d’estate a leggere un libro d’avventure cannibalesche seminudo in una chaise-longue davanti a una casa di collina che guardi il mare. E molte altre gioie insieme; di stare in un giardino in agguato e ascoltare che il vento muove le foglie appena (le più alte) di un albero; o in una sabbia sentirsi screpolare e crollare infinita esistenza di sabbia; o nel mondo popolato di galli levarsi prima dell’alba e nuotare, solo in tutta l’acqua del mondo, presso una spiaggia rosa. E io non so cosa passa sul mio volto in quelle mie felicità, quando sento che si sta così bene a vivere: non so se una dolcezza assonnata o piuttosto sorriso. Ma quanto desiderio d’avere cose! Non soltanto mare o soltanto sole e non soltanto una donna e il cuore di lei sotto le labbra. Terre anche! Isole! Ecco: io posso trovarmi nella mia calma, al sicuro, nella mia stanza dove la finestra è rimasta tutta la notte spalancata e d’improvviso svegliarmi al rumore del primo tram mattutino; è nulla un tram: un carrozzone che rotola, ma il mondo è deserto attorno e in quell’aria creata appena tutto è diverso da ieri, ignoto a me, e una nuova terra m’assale.”

Ebbene, avete visto no? Anche senza essere fini psicologi, si capisce benissimo che è un caso in cui l’autore è stato chiaramente costretto a scrivere quelle cose.  Traspare perfettamente come il testo sia stato redatto sotto tortura, forse addirittura dettato. Non oso neanche pensare ai terribili patimenti che questo andar contro la propria volontà abbia prodotto su Vittorini. Un uomo segnato a vita definitivamente.

E allora, mi chiedo, cosa devo ancora fare per convincervi  che è mille volte meglio un monoloculo in un quartiere di periferia a Milano, magari con vista su sottopassaggio che fa tanto underground, che un mese di vacanza in questa isoletta dimenticata persino dai terremoti tanto è vecchia e ancorata al globo terrestre?

Come? Io? Perché non mi trasferisco? Bè, che discorsi, qualche anima audace dovrà pur restare per allertare i malcapitati che arrivano ignari della loro sorte. Anzi sentite, adesso devo proprio scappare che ho da accendere il falò in spiaggia per scoraggiare gli approdi notturni. Non sapete che tedio, tutto quel cielo e tutta quella sabbia, e tutta quella Via Lattea! Del resto, se è questo  il sacrificio che mi si richiede per salvare i continentali da questa amarezza infinita, ebbene sia! Il mio martirio sarà alla fine servito a qualcosa.

Vi chiedo solo una cortesia: fate che i miei sforzi non siano vani, statevene a casa. Qua è bruttissimo e noiosissimo. E poi ci sono troppe pecore. 

6 commenti:

  1. la terra dei sogni per me era in provincia di Parma, dove è cresciuta mia mamma. Lì c'era la campagna, le cocomere, chilometri d'orizzonte con solo una casa colonica in mezzo. Adesso è tutto formattato anche lì, è arrivata il Progresso (da Parma e da Reggio e da Modena passa il Frecciarossa, ma mica si ferma...)(se no come fa ad andare a 300 all'ora?)
    Io in Sardegna ci verrei a vivere, ma temo che i formattatori siano già arrivati anche lì... (hai presente la villa ad Antigua? sei chilometri di cemento in un paradiso terrestre, solo a un deficiente poteva venire in mente di farlo)

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  2. Ah ho ben presente i chilometri d'orizzonte con la casa colonica in mezzo. Da noi non esistono ma quando li vedevo dal treno nella parte bassa del Friuli, mi incantavano sempre. La formattazione è arrivata anche qui, eccome.
    Io ho una casa in città e una al mare. Lascerei immediatamente la casa di città per quella a Orosei, dove è nata mia mamma appunto. Non che il Progresso lì non stia arrivando, però fortunatamente molto piano, e comunque tolti i mesi estivi rimane sempre un paesino di cinquemila anime, coi viottolini stretti e l'odore di legna che esce dai camini. Questo è il panorama in cui vorrei vivere. Senza ombra a Gubbio :D

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  3. E pensare che io stavo programmando una vacanza... Vabè va, mi hai convinta. Opterò per Rimini.

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    1. Molto meglio, i carnai facilitano le conoscenze e i flirt avventurosi. :D :D

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  4. posto difficile per vegetariani:)

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    1. È vero: infatti siamo tutti con la gotta fin dalla più tenera età. Che posto orrendo :D

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