Di muri fatti a persona e viceversa


La mia casa al mare è al centro del paese. È così al centro che divide persino due piazze. Su una abbiamo il pianterreno, sull’altra quello che dovrebbe essere il primo piano. Due piazze a livelli diversi.  È bello stare al centro di tutto, ma come tutte le cose belle c’è anche il rovescio della medaglia.

La notte, nella piazza di sopra i ragazzi si riuniscono a sbevazzare a fianco al nostro muro, e tra una chiacchiera e l’altra riescono sempre a utilizzare la parete della nostra casa come lavagna per esprimere il loro malessere generazionale. Su quel muro c’è di tutto, dal messaggio alla Moccia, alla propaganda politica, dal disegnino fallico, alla satira a fumetti. Potrebbe essere il testamento artistico di un paio di generazioni, peccato che invece è solo un muro imbrattato male.

I miei si sono anche rotti un po’ le palle di imbiancare casa, ché tanto, tempo 2 giorni e quel muro magicamente ha di nuovo da dire qualcosa, una morosa da mandare affanculo, un poeta da citare, una barzelletta sporca da esemplificare, una nuova posizione del kamasutra da spiegare e via dicendo. Così è da anni che quando arriviamo alla casa al mare, facciamo finta di niente e fischiettiamo spavaldi mentre portiamo i bagagli dentro casa.

Adesso però abbiamo (forse) trovato una soluzione. Assolderemo (e dico assolderemo perché ormai si tratta quasi di una battaglia all’ultimo sangue, una vendetta privata) un muralista. Egli, colui che ci salverà dalle nostre sciagure, farà un grande murales che occupi tutta la facciata, di quelli che adesso vanno tanto di moda e che riportano in auge le tradizioni regionali. E che in effetti sono proprio belli.

Per non so quale legge metafisica o per quale strano scherzo del destino, i giovanissimi confondono a tal punto le cose, da giudicare il lavoro di un muratore o imbianchino meno di zero, mentre quello di un muralista diventa un’opera da esibire al Guggenheim, una cosa di tutto rispetto, anche rappresentasse la morte violenta di tutti coloro che appena hanno un pennarello in mano scrivono cazzate sui muri. Mah, cose da Ggiovani appunto.

Non so come andrà a finire, se finalmente riusciremo a toglierci di dosso la piaga di questi ragazzini che sembrano abbiano sempre meno cose da dirsi e molte da scrivere, però ripensando al mio caro e vecchio muro tutto ferito, e al murales che potrebbe vantare orgoglioso, mi sono detta: ma sta a vedere che il mio muro è come le  personcine, che quando vogliono chiudere un capitolo doloroso della loro vita, si riverniciano a fresco, si dedicano finalmente a se stesse, danno un taglio netto al passato e vanno dal parrucchiere, si iscrivono a un corso di pilates, e diventano improvvisamente più belle, più sicure, come muri immacolati e luminosi. Sta a vedere che il mio muro aveva solo bisogno che gli dessimo il via per  sbocciare di nuovo, bello, sfrontato e finalmente felice.  

12 commenti:

  1. Una rinfrescata...mi sembra una grande idea!
    Seducente questo muro.
    Ma il soggetto?

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    1. Abbiamo trovato la soluzione ma ancora non abbiamo ingaggiato la maestranza. Vedremo cosa ci verrà proposto :)

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  2. L’archivio fotografico che hai linkato è stupendo.
    Suggerirei, qualsiasi sia il soggetto, un bel murales colorato. Se lasciate spazi bianchi siete fritti. Sai quante scritte e controscritte in 4 cm² di bianco?
    Complimenti ai tuoi genitori. Mio padre, con la calma che lo contraddistingue, avrebbe messo fine al malessere generazionale dei ragazzini con serie minacce e, successivamente, venduto o raso al suolo la casa. È uno che prende la vita con filosofia.

    Buona serata!

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    1. I miei genitori per fortuna sono anche un po' cecati e vecchietti, così non avvertono l'intensità del degrado :D

      Si, quello che ci vorrebbe è proprio un bel murales colorato, quando lo faremo allegherò un reportage fotografico minuzioso :)

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  3. niente da aggiungere, è così. a Milano monsignor Ravasi (oggi è cardinale) aveva appena fatto restaurare la Pinacoteca Ambrosiana, e quando ci trovò delle scritte sopra disse più o meno le cose che scrivi qui. E cioè: se non si distingue un muro qualsiasi, tipo cavalcavia, da un muro d'abitazione o da un edificio storico, allora siamo proprio messi male. Qui ci sono in giro anche simboli fascisti e nazisti, e nessuno che li cancella...
    un'altra cosa che succede: quelli che dicono xxxxxxx e xxxxxxxxx di solito hanno la voce pià alta e squillante degli altri...

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    1. Ieri sono uscita alle tre e mezza di notte in maglietta e mutande dicendo al manipolo di ragazzetti seduti sul muretto, che la partita a pallone a quell'ora mi pareva un tantino esagerata. Si sono zittiti subito, dovevo essere sembrata veramente una zitella acida coi capelli arruffati, per aver ubbidito così in fretta :D

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  4. Peccato. A me piaceva l'idea del muro come bacheca sulla quale scrivere a biro, o a pennarello, o i più discreti con il gesso, e non cliccando sullo uno spazio di un post, senza poter nemmeno restare anonimi. Si finisce sempre per dire "mi piace", senza la possibilità di cliccare su "hai scritto una minchiata", oppure "ma vaffanculo và". Il tuo muro invece rende ancora tutto possibile. Poter scrivere "io amo clara", senza il peso di un avatar, senza trovarsi la posta piena di insulti di un marito, un fratello, un padre. Trovarsi al limite una correzione ortografica. Del tipo: "deficiente, il nome di persona si scrive con la maiuscola".

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  5. Guarda, anche a me piacerebbe avere questa visione poetica degli scarabocchi, in fondo non è passato poi così' tanto tempo da quando anche io avevo la loro età, però quando arrivano a scrivere sulle persiane, a incidere col taglierino il portone di casa eccetera, ti assicuro che passa qualsiasi voglia di andare loro incontro.

    E poi, ci fossero scritte cose come "io amo clara" sarebbe un conto, ma il tenore dei messaggi che vantiamo sul nostro muro è ben al di sotto, sia grammaticalmente che qualitativamente :)

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    1. Come non darti ragione....a questo punto non ti resta che appostarti con una balestra e le frecce avvelenate con il villacidro murgia. Micidiale.

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    2. Ahahaha, il Villacidro Murgia è un ottima idea :D

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    3. E inzuppa bene le frecce, non impaurirti con il volto severo del commendator Murgia.
      Ma alla fine l'hai trovata sta faglia in biblioteca?

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    4. No no, sono sicura che riuscirei ad applicarmi bene. :D

      Macché, anche i bibliotecari a quanto pare vanno in ferie :O
      (per nno parlare del fatto che ho un pochino di letture in arretrato sul comodino, ma figurati se prima o poi alla faglia non ci arrivo! E t'avvertirò subito!)

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