Reminiscenze balorde al solo scopo di venare di malinconia la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi

Guardando la Edison e i suoi spot, mi è venuto in mente che alle Olimpiadi, oltre quelli che ci vanno e quelli che ci vorrebbero andare, ci sono anche quelli che ci sono andati ma non sono arrivati alla fine.

Uno per tutti.






Francisco Lazaro. Morto per insolazione alle Olimpiadi del 1912, al trentesimo chilometro della maratona. All’epoca era proibito dare beveraggi e rinfrescare i maratoneti.


Se nella realtà Francisco non ce l’ha fatta, Lisbona gli ha dedicato una via e idealmente anche la vittoria.


La potete vedere qui

2 commenti:

  1. le Olimpiadi... le ho sempre seguite volentieri, poi quando hanno cominciato a fare i controlli antidoping seri, una decina d'anni fa, sui cento metri sono tornati ai tempi che facevano vent'anni prima. Mah.
    E' un po' come nel ciclismo, chi vince il Tour o il Giro dopo sei mesi lo arrestano: va avanti così da una dozzina d'anni, complimenti a chi ci crede ancora...
    Dispiace dirlo, ma insomma. (dispiace molto!)
    L'unica consolazione: le ragazze sono tornate belle, muscolose ma ragazze! (di regola, guardo sempre il salto in alto e il salto in lungo, ma anche le giavellottiste mi piacciono molto) (mi sono preso un po' di libertà nel finale, I'm sorry!)
    :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io non mi sono ancora ripresa dal colpo dell'88, quando Ben Johnson risultò positivo al test; mi consolò solo l'estatica ammirazione davanti alla Griffith, che però come molti dei miei eroi personali, non fece una bella fine :'(

      Dopo mi appassionai a una serie di meteore, ma oggi come oggi mi rendo conto che guardo troppo spesso i video di Zatopek con una nostalgia infinita.

      Elimina