Emil che mi ricorda Eric

Emil Zatopek


"Emil si direbbe che scavi e si incavi, come in trance o come uno sterratore. Ignaro di canoni accademici e di ogni assillo di eleganza, Emil procede in maniera pesante, scomposta, sofferta, a scatti. Non nasconde la violenza di uno sforzo che gli si legge sul viso contratto, irrigidito, stravolto, continuamente distorto da un rictus penoso a vedersi. I lineamenti sono alterati, come dilaniati da una spaventosa sofferenza, a tratti ha la lingua fuori, come avesse uno scorpione in ogni scarpa. Sembra assente quando corre, lontanissimo da lì, talmente concentrato che pensi non ci sia neanche e invece c'è più di chiunque altro, e la sua testa, incassata fra le spalle, sul collo sempre inclinato dallo stesso lato, ciondola di continuo, ballonzola e traballa da destra a sinistra. I pugni chiusi, ruotando disordinatamente il busto, Emil fa cose senza senso anche con le braccia. E tutti sanno che si corre con le braccia. per dare più slancio al corpo, bisogna usare gli arti superiori per alleggerire le gambe dal peso: sulle distanze più lunghe, riducendo al minimo i movimenti della testa e delle braccia si ottiene un migliore rendimento. Emil invece fa tutto il contrario, pare che corra senza preoccuparsi delle braccia, la cui spinta convulsa parte troppo in alto e che descrivono bizzarre traiettorie, a volte sollevate o gettate indietro, ciondoloni o abbandonate in un'assurda gesticolazione, e pure le spalle oscillano, pure i gomiti sono esageratamente sollevati come se portasse un peso eccessivo. In corsa dà l'idea di un pugile che combatte contro la sua ombra, sicché tutto il suo corpo sembra un meccanismo scassato, sfasciato, sofferente, a parte l'armonia delle gambe che mordono e divorano la pista voracemente. Insomma fa tutto diverso dagli altri, che a volte pensano che faccia cose senza senso."
(Tratto da "Correre" di Jean Echenoz) 
 Che mi ricorda tanto la testa all'indietro di Eric Liddell e che esistono persone votate alla costanza e alla volontà ferrea di riuscire a raggiungere un risultato, senza per questo perdere il proprio lato umano. La faccia deformata dallo sforzo fuori, e il sorriso dell'uomo mite dentro.

2 commenti:

  1. Bellissimo “Correre”.
    Blogspot fa le bizze e non mi permette di vedere le foto (suppongo, o forse video?)… insomma, vedo che, oltre al testo, hai postato tre riquadri neri.
    Anch’io mi sto facendo catturare dalle Olimpiadi. Più degli altri anni, non so perché. Faccio fatica a staccarmi dalla televisione. In genere seguivo solo l’atletica. Ora sono presa anche dalla smania degli sport più insoliti. Ecco, uno sport che quasiquasi mi disturba c’è: il pugilato. Sarò banale e retrograda ma quello lì non riesco a considerarlo uno sport.
    Ieri sera ho visto l’incontro tra Valentino e il lituano cattivissimo. Per tutto il tempo non ho fatto altro che pensare: “Io con uno così non c’andrei neanche a prendere un caffè. Metti che il barista glielo fa troppo lungo?”

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    1. Ti metto i link dei video (sì, quei tre riquadri neri), che sono tra quelli che io non mi stancherei mai di vedere.

      http://youtu.be/L_ojRWiN0Dg

      http://youtu.be/DqyPUqHabY8

      http://youtu.be/fRdrtp5YAxU

      Il pugilato, oltre a infastidirmi, manco lo capisco granché; ma se c'è una disciplina che proprio non comprendo e che m'addormenta fin dai preparativi dell'atleta, è il lancio del martello (quello femminile poi non ne parliamo).

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