Sull’intrinseca utilità del colapasta




Le foglie non lo sanno che il loro cadere in autunno è uno spettacolo poetico per chiunque si fermi a guardarle.

Così come il vecchio, non sa che il tozzo di pane che sbriciola per i piccioni mentre si gode il primo sole primaverile, suscita in chi lo vede, commozione e voglia di visitare tutti i parenti over 60, fino al terzo grado.

Ma Gary, sarà stato consapevole di che effetto ci fa osservare Jacques, borghese a tutti gli effetti e innamorato di una donna molto più giovane, e sbirciare indiscretamente ciò che lui vive come una personale tragedia, l’essere sull’orlo di una vecchiaia incipiente? 

Dietro quell’infinita poesia e crudo realismo con cui il magico Romain contorna e scontorna la vicenda, con una bravura pari a quella di un esperto di Photoshop, ciò che rimane è una considerazione ovvia e scomoda, proprio come i segreti spiati  attraverso il buco della serratura.

Hai voglia di sbandierare lo slogan “L’importante è rimanere giovani dentro”. 

Dipende.

Dipende se da anziano sei seduto su un canapè in giardino, con testine bionde e  ricciolute ai tuoi piedi, che ti chiedono di raccontare ancora, di quella volta che il telefono aveva la rotella, oppure se sei immerso fino ai tuoi, sempre più delicati femori, in un’intensa storia d’amore con una giovane donna palpitante,  che non aspetta altro che concedersi a te.  E al diavolo se lei ti dice che no, non è mica importante fare sesso dalla mattina alla sera, che comunque ciò che regge il mondo è l’amore e non il tronchetto della felicità; è comunque tuo compito, da bravo esemplare maschio, soddisfarla: in tutti gli amorosi e acrobatici sensi. Ne va sia del tuo orgoglio che della conservazione della specie.

Inutile dire che, se questo libro girasse in qualche meetup di fanatiche femministe, ansiose di raggiungere l’agognata equiparazione dei sessi, tempo un quarto d’ora, e avremmo docili donne che si scambiano ricette per fare un’ottima torta Pasqualina. 

Ma quello che più rimane, oltre l’infinito amore dei protagonisti, inevitabilmente, porto e approdo di questa storia, è l’amara consapevolezza che tutti, uomini e donne, a un certo imprecisato punto della nostra esistenza, diventiamo colapasta.

Dopo una certa età, per quanto cerchiamo di mantenerci sodi e briosi, il nostro fisico non va più di pari passo con la gioventù dei sentimenti. E di per sé, già questo è un guaio. Ma se per caso il destino ci appioppa una fantastica storia d’amore, con tanto di farfalle che svolazzano dentro lo stomaco, allora può essere devastante.

E così ci ritroviamo a essere un utensile pieno di forellini, che trattiene l’anima e il sentire, ma lascia passare le energie fisiche e il vigore. 

Tutto sta, come in tutte le cose, nel saper incassare il colpo. 

Certo: io ve l’ho messa malissimo. Anzi, forse ve l’ho spiegata anche peggio di come avrei potuto fare. E poi a me parlare della vecchiaia manco piace, forse neanche a  Gary garbava tanto, in fondo s’è suicidato… Il punto è che, dovete proprio leggerla la sua versione, così maschile, così reale, così cruda, ma così sentita che anche un bambino potrebbe capirla e assimilarla.

Perché poi, la morale della favola, che è quella che continuiamo a cercare dalla notte dei tempi, è che il colapasta, il suo sporco lavoro lo fa comunque.

Perché ciò che ci sorregge, che ci nutre, che ci tiene in piedi e ci dà le forze, sono comunque quei 500 grammi di pasta che rimangono intrappolati dentro, e non l’acqua che passa. 

Ché quella prima o poi finisce nel lavandino.

2 commenti:

  1. L’importante è rimanere giovani dentro. Dipende. Ecco sì, dipende. Mentre ti leggevo ho pensato a tutti i miei parenti over 65 (e sono parecchi, garantisco) e a come si possa essere diversamente anziani. Certo che non è mica facile incassare il colpo! Mi sa che se raccontassi loro la metafora del colapasta non la prenderebbero troppo bene…

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    1. Conoscendomi, se per caso questo blog dovesse essere ancora aperto quando sarò un over 65, probabilmente verrò qui a rettificare il post, e a rinnegare il mio passato di giovane baldanzosa e strafottente. :D

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