Dobbiamo parlare del B-52




Il mondo si divide in due categorie:

gli approssimativi e i pedanti. Io mi classifico nel mezzo a seconda dell’anabasi delle mie paranoie notturne.

Se quelle che riesco a ricordarmi la mattina sono più di due, l’ago della bilancia si sposta pericolosamente sulla seconda categoria. Oggi è una di quelle giornate, perciò prima di insegnarvi a fare un ottimo B-52, devo prima avvertirvi che quando mi ripeterete la lezione, non voglio sentirvi chiamare il B-52 come fanno tanti, uno short, ma casomai un cocktail servito in bicchieri shot, e ho detto shot stavolta, non short.

So che vi sembro snob sciorinando quest’elenco di nomi, che ai non addetti ai lavori possono sembrare inutili , ma cercate di concentrarvi piuttosto sul fatto che la pedanteria di questa premessa, è compensata dall’avervi fornito la miglior scusa di sempre, per poter andare dal barman più figo della vostra città e chiedere delucidazioni sulla terminologia da bar. E alla peggio, se proprio non doveste riuscire a rimediare un appuntamento,  un cocktail aggratis ve lo beccate di sicuro.

Ingredienti:

1/3 di liquore al caffè

1/3 di Baileys

1/3 di Grand Marnier

Prima di versare gli ingredienti nello shot, tenete a mente la locuzione “filosofia da bar”. Vi aiuterà a fare le cose con calma e atteggiare la vostra espressione a consumati viveur.

Prima versate il liquore al caffè, poi il Baileys, e per evitare l’effetto miscela dovuto alla caduta del liquido, fatelo scorrere lungo il retro del cucchiaino da cocktail. Mi raccomando: mentre svolgete questa operazione, cercate di non distrarvi ammiccando fascinosamente verso la preda, che seduta sul divano aspetta con faccia maliziosa il suo esperto“sommelier”.

Ripetete gli stessi movimenti per versare il Grand Marnier, sempre facendo attenzione a non “disturbare” gli ingredienti già nel bicchiere.

Una volta preparato il B-52, dirigetevi lentamente (e sinuosamente se siete donne) verso il vostro ospite. Solo, e ripeto, solo una volta arrivati a destinazione, decidete se dare il tocco coreografico finale, infiammando il Grand Marnier.

Se per caso vi viene la malsana idea, di mettere una cannuccia nello shot, ricordatevi che dovrete: o intimare all’ospite di prendere un bel respiro e “aspirare” tutto il contenuto, prima che la cannuccia si sciolga, oppure elaborare una frase romantica ad effetto, e dire all’ospite di esprimere un desiderio prima di soffiare sullo shot per spegnere il fuoco.

Non baciatevi prima di aver soffiato, altrimenti rischiate di non trovare più niente da soffiare e da bere, quando vi staccherete per boccheggiare ansimanti.

Voilà! Ora siete pronti per invitare gente a casa, e per concludere degnamente qualunque cena abbiate intenzione di preparare. Contenti?

Cosa? Kevin? Il libro?

Ah beh, il libro non potete assolutamente leggerlo.

Come perché? Perché ha più controindicazioni del bugiardino di un antidepressivo:

-se siete donne incinte, non potete leggerlo. L’allegra disinvoltura con cui potreste lanciarvi dalle scale, pur di non scodellare il pargolo, non sarebbe consono alla vostra mole.

- se abitate davanti a una scuola non potete leggerlo. In tribunale, non ci crederebbe nessuno alla storia delle strisce pedonali stinte e i freni dell’auto rotti, proprio quando i ragazzi stavano uscendo dall’edificio.

- se siete single spensierati, che vedono il loro futuro roseo e ottimista, con una famigliola felice e una villetta dotata di giardino,  non potete leggerlo. L’incremento di massa di omosessuali, lesbiche, e drag queen risulterebbe sospetto.

- se siete felici non potete leggerlo. Non è delicato e non sta bene, rovinare l’umore di tutti coloro che vi stanno vicino,  solo perché non sopportate il peso delle vostre letture.

- se siete tristi non potete leggerlo. La tendenza odierna è giustificare qualsiasi morte con la frase “È colpa dello Stato”, non certo con la parola “libro”.

Come potete vedere voi stessi, non esiste una condizione ottimale che possa rendere il dolore materno accettabile, come non esiste una condizione favorevole per poter tollerare senza coinvolgimento una rabbia filiale così fredda e arrogante. Non c’è in definitiva niente che possa edulcorare il disagio di non volervi per la prima volta nella vostra vita, immedesimarvi con nessuno dei protagonisti di questa storia disperata.

Anzi, forse una possibilità c’è. Quella di leggerlo bevendo un B-52. E siccome uno non basterà, e il gonfiore dei portafogli è di solito inversamente proporzionale alla voglia di annegare i pensieri in un bicchiere, è indispensabile che impariate finalmente a farvelo da voi.

Prosit.

13 commenti:

  1. Qualcosa deve però averti indotto a leggerlo... Cosa? :))

    p.s.
    scrivi da dio!

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    1. Accidenti, non avendo l'appoggio di una valutazione approssimativa in stelle (come in aNobii), non avevo pensato che leggendola così, la recensione avrebbe indotto a pensare che non valga la pena leggere questo libro.

      In realtà, è un ottimo libro, nonostante la disperazione e lo strazio della vicenda. E se io son riuscita a sopportarne l'angoscia per tutte quelle pagine, vuol dire che se non altro è scritto molto bene. Poi appunto, la battuta sul B-52 derivava dal fatto che con "un appoggino" alcolico, sarebbe stato più dolce naufragar nella vicenda, ma lasciando fuori il mio umorismo da quattro soldi, è un libro che ha decisamente un suo perché.

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  2. E se siete felici e sposati/e? Potete leggerlo? O rischiate di bruciare il matrimonio come un B-52 infiammato male?

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    1. si dai, lo puoi leggere, in fondo la solidità di non uno, ma ben due elementi positivi, può sorreggerti durante la lettura :D

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  3. Leggerti è un apostrofo di buon umore tra le parole SONO e STUFO...
    Che c'entra l'apostrofo ? nulla. Però è un intermezzo che ci sta...ma le ma ci sta...

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  4. Non male il B-52, non male.

    Se vuoi conosco un altro modo per leggere questo tipo di libri.
    Hai presente lo shot pampero-pera?
    Bene, togli la pera e usa la pesca. No, non il succo, la vodka.
    Etvoilà il pampero-pesca. Right reserved. By me. Pat-pat. :)

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  5. Toccherà ubriacarselo... cioè volevo dire leggerselo!

    Toccherà fare entrambi, mi sa

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  6. @Claudio: eccoti di nuovo, mi sembri "risorto" bene :D

    @P.a.o.l.o.: a dir la verità io non apprezzo tanto i mix col rum, per cui ho un'adorazione, quindi di solito me li sbevazzo lisci. ^^
    L'Aniversario della Pampero è uno di quelli che gradisco di più insieme al Cacique. :)

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    1. sciapò, giusto per essere precisi.

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    2. mersì, giusto per essere coerenti :D

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  7. A proposito di approssimative e di pedanti, INCINTA è un aggettivo e non un avverbio. Quindi, se siete donne incinte, non incinta.

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  8. Ullallà, correggo SUBITO Mr precisione..

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