Treni strettamente somiglianti





Siccome mi son resa conto che spesso e volentieri scrivo recensioni troppo lunghe, per questa volta ho deciso di appoggiarmi a scorci letterari e visivi che non sono miei.

“Provavo un'irritazione simile a quella di chi dal finestrino di un treno che corre a tutta velocità, cerca di leggere il nome delle stazioni. La stazione si avvicina e tu pensi: stavolta devo stare attento a leggere il cartello, ma non ce la fai. La velocità è troppa, La scritta si intravede, ma è impossibile decifrarla. Un attimo, ed è già alle tue spalle.” (Murakami)

Eppure Buhamil, dal suo finestrino, ha fatto in tempo a vedere quella piccola stazione ferroviaria, e a scorgere l’ironia e il grottesco di certi esseri umani, che l’attimo prima di morire quasi per caso, si accorgono che siamo tutti sullo stesso treno, che guardiamo le stesse cose, che tutte ci ricordano casa, e che siamo gocce d’acqua in un mare a senso unico.

Dal libro di Buhamil è stato tratto anche un film, che a parer mio poteva vincere l’Oscar come miglior film straniero, solo per la locandina, e avrebbe invece dovuto essere censurato, per la scelta del titolo italiano (Quando l’amore va a scuola o_O)


E sempre il libro, mi ha inevitabilmente ricordato il passaggio di un altro film, questa volta  di Don Camillo, personaggio che amo da sempre.

È un film che parla di altre cose, di altri tempi, di altre differenze ideologiche e di altri luoghi, ma c’è una frase detta in mezzo alla neve russa, che rimanda allo stesso messaggio lanciato da Buhamil. (mandate avanti fino al minuto 9,14)




Gli uomini piangono tutti allo stesso modo.

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