Quando Google giustifica le mie ossessioni, ricordandomi vecchie e nuove lezioni.

Oggi il doodle di Google mi ha cambiato la giornata.



Ricordandomi la nascita di Rossini, mi ha servito su un piatto d'argento la scusa per tirare fuori tutti i dischi di Gioacchino e ascoltare i miei preferiti.

Siccome non credo abbiate voglia di ascoltarmi mentre  snocciolo titoli, date e versioni predilette, ho deciso di omaggiare il compositore, ricordando un altro uomo, che in quanto a genialità non ha niente da invidiare a Rossini: Emanuele Luzzati, che le opere rossiniane le conosceva molto bene, dato che su alcune ci ha lavorato cinematograficamente e illustrativamente.

Fortuna vuole che io abbia dei genitori avidi di letture (entrambi), ma anche melomani (soprattutto mio padre) e cinefili (soprattutto mia madre). A quest'incontro di hobbies e passioni più o meno coltivate, devo la sterminata video/disco/libro- teca che ci ritroviamo in casa, per la gioia dei nostri piaceri e anche degli acari, che tra scaffali nascosti, stanze piene di dischi e scatoloni pieni di vecchi VHS, fanno allegramente rave-party ogni giorno dell'anno, certi che le nostre manie di pulizia non riusciranno a debellarli definitivamente in un colpo solo.

Va da sé, che i miei non potessero privarsi nel corso degli anni, né della musica di Rossini, né degli adattamenti cinematografici che ne fece Luzzati insieme a Gianini. E mi pare anche ovvio, che da piccola, i miei, preferissero piazzarmi davanti alla tv per vedere queste famigerate cassette anziché i classici cartoni animati.

La mia opera preferita della Trilogia rossiniana firmata Luzzati/Gianini (che nel 2010, la Gallucci, Dio l'abbia in gloria, ha ben pensato di onorare facendo uscire un cofanetto comprensivo di DVD più libro) , era indiscutibilmente la Gazza ladra,


 che in realtà ha una storia, seppur imbastita sulla sinfonia della celebre opera, che non ha niente a che vedere con il turbine di equivoci in cui cade la povera Ninetta, che come in tutti melodrammi, anche quelli semiseri come questo, inneggiano al trionfo della sfiga. 
E comunque, se per Ninetta il lieto fine è assicurato, anche i piccoli e grandi spettatori che avranno la fortuna di vedere questa chicca, andranno a letto contenti, e impareranno inconsapevolmente un' ouverture di tutto rispetto, a beneficio delle loro orecchie.
E così, oggi Google, ha preso due piccioni con una fava. Da una parte ha contribuito a rimettermi di buon umore, e dall'altra mi ha ricordato che come Rossini aveva capito che i suoi contemporanei erano ormai troppo provati dalle guerre, e che arcistufi di identificarsi nei dubbi amletici di Ifigenia,  avevano urgenza di sperare in un lieto fine che li ripagasse, sia sul palcoscenico che nella realtà, delle tragedie vissute in prima persona, Luzzati aveva già intuito che per avere un buon orecchio, bisogna allenarsi, e se il background culturale dei genitori non aiuta ad avvicinare i piccolissimi alla buona musica, allora è la buona musica che deve avvicinarsi a loro, mostrando quella capacità di adattamento che le è propria.
* Chi volesse godersi gli altri Luzzati/Gianini cartoons, su YouTube può trovare anche L'italiana in Algeri e Pulcinella

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