È nevando.

Eccomi qua anche io. A fare un post su un argomento di cui non si parla mai, la neve.


Il fatto è che purtroppo a me piace moltissimo la neve, ma abito in un posto dove la si vede raramente. 


Perciò quando ac-cade, non posso esimermi dall'immortalarla. 


E così qualche giorno fa, mi sono bardata come si conviene ad una che è abituata ai climi temperati e son partita con l'mp3 nelle orecchie e tanta voglia di bighellonare.


Ciò che mi consola, è che sono stata  l'unica cittadina originalona ad avventurarsi per lande sconosciute (in realtà il percorso che faccio quando vado a correre) al solo scopo di testimoniarne il candore.




E così, mi sono fatta un po' di cazzacci miei, pensando a quello che mi capitava, aiutata dalla radio in sottofondo.




Ad esempio ora so già, che ricorderò per sempre, che mentre fotografavo quest'albero, la Camilla Raznovich, raccontava a Radio Deejay del coraggio delle sue scelte professionali, e di quanto difficile sia, fare la mamma. 







E mentre immortalavo il gusto bicromatico dei Nuoresi, che evidentemente amano il colore giallo e arancione per dipingere le loro case, ho scoperto quasi con orrore, che c'è una canzone di Tiziano Ferro che tutto sommato non è poi così male (seguono solo sette anni di sventura per chi la ascolta, e io praticamente ho già il futuro segnato).




E intanto che cercavo la posizione adatta per riuscire a prendere la chioma di quest'albero escludendo l'antenna sullo sfondo, senza ricorrere all'aiuto di Photoshop, ho scoperto che l'ultimo album di Daniele Silvestri, ha un che di grecale che caratterizza quasi tutte le sue canzoni, cosa che io apprezzo tantissimo soprattutto d'estate, perché riesce a dare ai suoi pezzi quella spensieratezza profonda che si insinua sottopelle, e poi ti ritrovi a pensarci in autunno davanti  a una tazza di te.



E proprio nel momento in cui mi accorgevo che anche i rovi, ricoperti di neve, hanno un loro perché, ho sentito alla radio una deejay romana che parlava dell'ultimo libro letto, che ora non mi ricordo, ma che mi ha fatto venire in mente, che la prossima volta che vado a Roma, voglio proprio fare un tour delle librerie, e se mi scappa, comprarmi qualcosina. 






E mentre tornavo a casa e riprendevo la faticosa e rischiosa salita delle scale di un signore, che negli anni ormai mi son fatta l'idea che faccia il professore, mi sono ricordata che non avevo ancora portato fuori la Bruni, il mio cane alto 10 cm, e che anche col vestitino, che odia cordialmente, sarebbe stata un'impresa farle apprezzare la neve. 




Così dopo aver constatato la sua perplessità






ho deciso di portarla su in terrazza dove avrebbe potuto abituarsi e scorrazzare senza essere investita dal gatto delle nevi.






Alla fine, dopo più di un'ora e mezza, sono tornata a casa, con l'idea di voler fare un post su tutte le cose che avevo visto, cercando di trovare il modo di raccontarvi com'è bella la neve, e come solo lei sappia armonizzare le forme ed esaltare le geometrie. 


Poi sono entrata su internet e ho scoperto che qualcuno l'aveva già pensato e detto molto meglio di me.




"Perciò l’acqua preferisce la delicata neve, che l’aiuta ad avverare la sua speranza piú segreta:
quella di fissare la forma di tutto ciò che non è acqua, le case, i prati, le montagne, gli alberi."

(Julio Cortazar)





Quindi, dato che sono relegata a un destino di pensieri banali e per niente originali, vado a lavare i piatti, che tanto è inutile che la neve se la tiri così tanto. Basta esagerare un pochino col Sole Piatti che l'effetto è lo stesso. Tiè!

4 commenti:

  1. Cortazar, Cortazar… Quando mi deciderò a leggerlo?
    Meravigliosa la neve anche se, nel paesello in cui vivo, continua a crear disagi (eh sì; da noi non se ne vuole andare). Mi hai fatto ripensare ad Ulisse, lo splendido cagnone dei miei dirimpettai. Nonostante siano trascorsi diversi giorni, guarda tutto quel bianco - ormai ghiacciato – disorientato e un po’ instupidito. Ha perso i suoi punti di riferimento. Si fermo perplesso nel bel mezzo della strada e osserva titubante il parchetto. Saranno i rami caduti, sarà il freddo, sarà quel candore… È diventato improvvisamente stitico. Povero! Mi auguro che la Bruni abbia sofferto un po'meno.
    Baci candidi.

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  2. Eh lo so che purtroppo la neve da noi è rimasta bella perché caduta in quantità accettabili.

    La Bruni, a parte quando esce sta al calduccio sulla sua sdraietta, perciò soffre probabilmente meno del cagnone bianco.

    Se c'è una cosa che però ho notato, è che il color champagne della Bruni, quando è immerso nella neve, sembra proprio brutto, praticamente uguale a quello della neve sciolta quando ci passano sopra le macchine. Ma questo evito di dirglielo per non offenderla :D

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  3. Le fotografie sono bellissime Noce! Per non parlare di come scrivi, che quello si sa che scrivi benissimo!!!!
    Angela

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  4. Ti dirò: se rinascessi, studierei per fare la fotografa tutta la vita. *_*

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