Non capisco perché tu sia ancora qui e non in libreria a comprare questo libro.




Si, ce l’ho con te, noioso vacanziero in bermuda, che mi parli della tua isola decantando le lodi dell’ultimo Hotel Resort dotato di piscina olimpionica e suite per campeggiatori di lusso. Tu  che mi parli del design intrinseco dei campi coltivati a terrazza, e non sai cos’è la mosca olearia. Tu, che dai occhiate professionali agli immobili del tuo paese, dividendoli per destinazione d’uso. Fatti un giro a Procida con Arturo piuttosto, passeggia per viottoli assolati alle tre del pomeriggio, arrampicati sugli alberi, bevi caffè da una cuccuma smaltata, e osserva il volo tedioso di una mosca che si posa sull’orlo della tua tazzina. E dimmi se preferisci ancora un cameriere vestito di bianco che ti serve l’astice alla catalana, o imbarcarti sulla Torpediniera delle Antille per il gusto di prendere un riccio con le tue mani da pianista fallito.

Si ce l’ho con te, oratore dei miei stivali, che pensi di poter arringare su qualsiasi cosa, solo perché sai almeno un sinonimo e contrario della parola brutto. Tu, che credi di aver raccontato una storia trascinante  e invece hai solo partecipato a una gara di citazioni letterarie, tu che fai grandi discorsi con gestualità raffinata e fai finta di improvvisare snocciolando tristi aneddoti sulla tua folgorante carriera. Tu che sai a memoria la tecnica del See-Stop-Say ma non la dici agli altri, perché pensi sia un segreto. Ascolta un po’ come la Morante riesce a descriverti una sola ciocca di capelli, e rimpiangerai di aver usato il Devoto-Oli come zeppa per la tua scrivania di finto mogano.

E ce l’ho anche con te, caro il mio adolescente super espertone di fantasy e di giochi di ruolo. Tu che ami tenere un quadernino coi punteggi delle tue partite a poker online. Tu che torni presto a casa per immergerti nel fantastico mondo dei nerd. Vai a passeggiare con Arturo e Immacolatella in una notte di vento, per le stanze di un casolare deserto. Rivaluterai il significato del teatro ludico, e davanti ai fantasmi dei tuoi avi, scaturiti dalla suggestione, se ancora non te la sei fatta mangiare dal tuo Mac nuovo di zecca,  Dungeons & Dragons ti sembrerà un puzzle per bambini dai tre ai cinque anni.

E dico a te, metrosexual dal petto depilato e dalle sopracciglia disegnate a matita. Tu che della perfezione ne fai uno stendardo, che frequenti solo posti chic e quando ti parlano di scrittura ti vengono in mente solo le penne Cartier, tu che la mattina ti preoccupi delle borse sotto gli occhi e della colazione salutista. Fatti una corsa di tre chilometri da casa tua al porto di Procida insieme a Wihlelm, con la camicia rigida dalla salsedine e i capelli che sanno ancora di sabbia e mare. Non dovrai più preoccuparti del mascara se guardando il luccicchìo delle onde ti bruciano gli occhi e piangerai lacrime dal sapore di terra bruciata.

E sì, ce l’ho anche con te, genitore distratto che partecipi pedantemente a tutte le riunioni insegnanti-genitori di tuo figlio. Tu, che ti scervelli per trovare un libro giusto per la tua creatura adolescente, e ti lasci consigliare dalla commessa che pensa che “Tre uomini in barca” sia un manuale di navigazione per patenti nautiche. Tu che esci orgoglioso dalla libreria, pensando di essere molto originale con tutta la collezione di Harry Potter sotto il braccio. Regala piuttosto a tuo figlio la giovane vita di Arturo. Rendilo partecipe della gelosia adolescenziale. Aprigli una finestra sulle illusioni che crollano, sulla voglia di evadere, fagli vedere come si idealizza un padre. Tienigli la mano quando si riconosce nelle manie di protagonismo. Tuo figlio non diventerà un mago, né potrai progettare per lui un futuro da magnate della finanza, ma quando uscirà in balcone e guarderà il cielo stellato, potrebbe stupirti chiedendoti qual è la costellazione di Arturo. E ti potresti sorprendere a pensare che se non altro potrebbe venirti su un ragazzo sano.

E tu dove scappi? Parlo anche con te, donna avvenente, che non vuoi figli perché hai paura di deformare il tuo corpo. Donna che di mattina compri le brioches pronte, e ottimizzi i tempi della colazione dei tuoi familiari per fare una seduta di yoga. Tu che pensi che portare i soldi a casa sia una gara con tuo marito. Tu che hai insegnato a tuo figlio che il vero brodo, è quello di dado. Tu che quando spedisci un sms a sorpresa a tuo marito ti ritieni una donna attenta e affettuosa. Prova a fare una chiacchierata con Nunziatella, fatti mostrare il suo unico vestitino a fiori, stinto dall’usura. Fa ogni mattina la pasta con lei.  Aspetta ogni santo giorno il tuo lui, per mangiare insieme. Prova ad uscire dal cancello di casa tua, e ad andargli incontro quando vedi che tarda. Ti potresti anche accorgere, che fare distinzioni sulle parti dominanti in famiglia non giustifica neanche i turni per portare fuori la spazzatura, e che tuo figlio quando pensa a una madre, non pensa alla prestigiosa azienda in cui lavora, ma a una pasta al forno fatta come si deve, a chiacchiere sussurrate mentre si fa rimboccare le coperte, e a baci sulla fronte che scotta per la febbre.

Dico infine a te. Illuminato intellettualoide, che pensi che un libro dagli alti contenuti debba per forza contenere stralci del Capitale di Marx, e divagazioni sui massimi sistemi. Tu che ti porti dietro taccuino e penna per annotare i tuoi pensieri geniali. Raccontami di quando ti sbucciasti il ginocchio per la prima volta, o di quando scambiasti la tua prima cotta per amore; raccontami della facciata della tua casa e dei quadri appesi ai muri della tua stanza. E vediamo se riesci a coinvolgermi quanto la Morante. Vediamo se sei così bravo da far risaltare il significato fino a portarlo all’altezza del significante. Vediamo se riesci a far combaciare estetica e contenuto.

Dimostrami solo che riesci a rendermi cara e preziosa la luna nuova dietro una vetrata polverosa e allora ti lascerò in pace.

Altrimenti, e mi rivolgo a tutte le categorie su citate, certa del fatto che se siete tirchi di emozioni, lo siete di sicuro anche di soldi, ascoltate questo.


6 commenti:

  1. Strepitosa come sempre, Noce cara!
    E mo’ mi fai sentire pure in colpa, vabbene?? Perché io questo libro qua lo acquistai proprio per colpa delle letture ad alta voce di Radio3. Poi, non lo so, lo iniziai a leggere in un momento sbagliato… ma non voglio trovare giustificazioni. Sta di fatto che lo interruppi pensando che non era il momento giusto, ecco.
    Ed ora, a leggere questa splendida recensione, mi sento un’idiota. L’ho detto.
    Un gigabacio, nonostante tutto.

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    1. Argh! Allora ti prego di riprenderlo prima o poi.

      È meraviglioso. Per quanto io possa leggere quest'anno, L'isola di Arturo, entra di diritto a far parte della top ten del 2012. Non c'è santo che tenga!

      E poi sarei curiosa di sapere che ne pensi :)

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  2. L’ho fatto, Noce cara. L’ho riletto, ed anche grazie a te. Solo che ora ho preso una cotta per la Morante e ho pure letto in giro che L’isola di Arturo non è il suo capolavoro. Sicché mi toccherà andare in biblioteca (è un periodo di magra), prendere in prestito gli altri suoi libri e vedere se sono solo infatuata o perdutamente innamorata. Accidenti a te!
    Ti abbraccio forte forte.

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  3. Che brava!!! Il mio fidanzato si è appena comprato La Storia (a detta di molti, il vero capolavoro), ma ancora non ha incominciato a leggerlo. Io sono molto invidiosa, e dato che non so se riuscirò a comprarlo anche io, ho pensato che invece potrei rileggermi Menzogna e sortilegio, che avevo letto al liceo. Sai cosa penso? Che tu sia sulla via dell'innamoramento, e che non sia la sola :)

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