“Every cloud has a silver lining”




Lo scenario di una Napoli anni ’70 eternamente avvolta da pioggia e tenebre, cinematografica nella sua bellezza tetra, fa da sfondo a una storia che ne ricalca, senza sbavature  l’atmosfera plumbea. Se non fosse che in principio sembra la fine di una storia, ma è solo l’inizio di un’altra.

Non ho molta simpatia per l’inglese, ma adoro questo proverbio britisc inneggiante all’ottimismo: “Ogni nuvola ha un orlo d’argento”.

Anche Igort credo ne fosse a conoscenza quando ha fatto la sua precisa scelta bicromatica: un azzurro-viola abbinato al nero, che da lontano luccica come l’argento. Il nero delle nuvole, l’argento dei confini. La faccia nera dell’umanità che piange, l’argento dell’onore che ti rimette in piedi.

L’amicizia tradita che ti spinge a solcare nuovi mari, la perdita di un figlio che ti spinge ad alzar la testa, la sete di vendetta che preannuncia l’arrivo di una nuova stagione di vita. E così via.

Non mi meraviglia che Igort ci abbia messo quasi un decennio per sfornare questa meraviglia.

La pace interiore di un uomo, che sia all’estero dove non ti conosce nessuno, o nella città natale dove un tempo ti conoscevano tutti, richiede una metabolizzazione che va oltre la narrazione di una storia fine a se stessa.

Perché ci vuole del tempo per accorgersi di cose come questa:

“ ‘Ossai come fanno le patate quando invecchiano? ‘Ossai come fanno? Che, non hai mai visto che ci crescono i germogli? Si’ so’ vecchie, nun servono cchiu’ ma ‘n coppa a superficie ce sta ‘a vita nuova.”

5 commenti:

  1. Sono il primo....... !!!!
    That's incredible.

    Ho messo anche la reazione....caruccia sta cosa...

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    1. ahahah, non è incredibile per niente. Qua non mi fila quasi nessuno :D

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  2. E' davvero strano però !
    Il fatto è che avere un blog è faticoso. Lo so, tutto nella vita è faticoso. Qualcuno cita anche la fatica di vivere, cose che per adesso mi riesce ancora abbastanza bene.
    A parte tutto, per essere visitata devi visitare e anche commentare, poi...forse qualcuno si incuriosirà e verrà anche a vedere il tuo e magari commenterà...magari no. Se poi vai a vedere i blog dei blogger di grido....di certo essi non verranno a controllare il blog di tutti coloro che vanno a trovarli...l'ho detto....è faticoso.
    E andare dai blogger minori....a volte sono noiosi e chi te la fa fare di andare a leggerti un blog noioso di uno sconosciuto ??
    Ok...non hai capito dove voglio arrivare...nemmeno io.
    Sta di fatto che quando si fa qualche cosa, secondo me lo si deve fare per gratificazione personale, poi magari qualcuno apprezzerà, qualcuno no...ma se lo si fa per se stessi...che importa degli altri ?
    PS.
    A parte tutto....ti meriti ben altri scenari, un pubblico vasto ed interessato con il quale misurarti e crescere ancora...non in larghezza possibilmente !
    Un'altra cosa strana....io da te sono venuto su Anobii perchè in molti mi hanno segnalato le tue recensioni....strano che poi fuori da li, nessuno venga poi a vederti il blogghettino, anche solo per curiosità...per conoscere meglio l'autrice di siffatti post raffinati....
    PS PS.
    Se ti viene il diabete dimmelo, so anche essere acido....anche se mi devo un po' impegnare perchè tendo a non esserlo. Ognuno di noi però interpreta e quindi in quanto attore (molto improvvisato) devo anche essere eclettico.

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  3. Allora: questo blog, è l'unica cosa ben riuscita dell'anno scorso.

    Ti spiego: ho anche un altro blog, però è un po' più intimo; un tempo su aNobii avevo il rimando a quel blog. Ma mi sono accorta che non mi va che cani e porci, passando per la mia libreria ci sbircino e poi, giusto per lasciare un commento(che alla fine viene scritto solo perché dopo si ricambi il favore), mi si dica cose come: "Simpatico il tuo blog".

    Perché tanto è una fandonia, io che so quello che ci scrivo, posso dire che di sicuro non è simpatico; è personale, è una finestra dentro il mio mondo, e il più delle volte ci scrivo quando sono molto colpita da qualcosa, ma è difficile che lì mi metta a fare battute o ad atteggiarmi a simpaticona. Anzi, il più delle volte mi lagno alla grande.

    Parallelamente a queste riflessioni, ho anche pensato, che mi sarei dovuta fare un blog "di più ampio respiro", cioè questo. Un blog, dove parlo esclusivamente dei miei interessi, senza annoiare con cose troppo Moscatiane. In realtà, per adesso, come avrai notato, è molto "copia e incolla" delle recensioni sui libri, ma quando avrò un po' più di tempo, scasserò i maroni anche con la fotografia, il cinema e la musica, che sono le mie altre passioncelle. Così alla fine ho cambiato il rimando di aNobii, da quel blog a quest'altro. Il risultato è che adesso, non lasciano neanche più un commento, perché tanto a colpo d'occhio, è la stessa minestra della mia libreria :D

    Quindi, coerentemente a quanto tu dici, probabilmente se dovessi fare una mossa, sarebbe proprio quella di lasciare aNobii e rimanere solo qua. Perché in effetti non scrivo per gli altri, ma per me stessa. L'unica cosa che mi trattiene è che un po' ci sono affezionata a quel club di lettori un po', bè un po' tanto, pettegoli, ma tra cui ci sono eccezioni pregevolissime; un po' perché sfrondando aNobii da tutte quelle pecche che a volte lo fanno sembrare un circolo un po' snobbista, rimane comunque un grande mezzo per conoscere nuovi libri, a cui da sola forse non arriverei.

    E dal momento che lo tengo, il copia e incolla delle recensioni diventa un automatismo. :)

    Però, qualora mi decidessi, di sicuro non lo troverò faticoso. E non perché io brillo di luce propria, e quindi mi basterebbe uno schiocco di dita per avere pubblico. Ma perché sono troppo pigra per fare visite di favore al solo fine di farmi conoscere.

    E quindi: staremo a vedere cosa ne sarà di me :D

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  4. ...condivido in pieno.

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