Attenzione: non c’è niente di evocativo in questa recensione




Ebbè, cosa volete che vi dica: L’unica ragione per cui spero che Murakami scriva sempre meno, è che non so più cosa inventarmi nelle recensioni per farvi capire quanto è bravo.
                    
Mi resta soltanto elencare i motivi per cui non lo posso tollerare.

Ad esempio: non lo tollero, perché ha uno stile Elementare. Mette tutti i pensierini in fila, e li trascrive secondo una logica che più sequenziale di così si muore. E riesce comunque a coinvolgerti. Eppure, quando io faccio la stessa cosa, l’unico risultato che ottengo, sono file di frasucce che al massimo potrebbero essere inserite nei manuali di Basic English per italiani molto cocciuti. E il contenuto sarebbe comunque inferiore a quello di The pen is on the table.

Non tollero il fatto che, se in un altro libro leGgessi lo stesso concetto ripetuto per più di 2 volte, taccerei immediatamente l’autore di essere prolisso e privo di fantasia, boicotterei tutti i forum in cui lo si esalta con volgari interventi da troll, e scriverei parolacce sulla sua pagina facebook. Mentre quando vedo la stessa cosa in un libro di Murakami, guardo e soppeso il concetto con aria compiaciuta, perché l’effetto è lo stesso che mi farebbe un caro amico che non vedo da tanto tempo, e prendendomi sottobraccio mi dicesse “Allora, dov’eravamo rimasti? Ah sì, a quella volta che..”

Non tollero quei suoi personaggi, che mi ricordano altri suoi personaGgi che sembrano uguali e invece non lo sono.  Come se appartenessero tutti alla stessa tipologia, ma si divertissero a scambiarsi vestiti e accessori, e sfilassero davanti a me dicendomi leziosamente: “E con questo come sto?”.

Dannazione, state tutti maledettamente bene!!

Non tollero quellE sue similitudini che sono talmente ovvie che potremmo pensarle tutti, eppure non le pensiamo.  Che so , se qualcuno mi chiedesse di fare una metafora con la parola “moquette”, al massimo potrei dire: “La moquette era talmente verde che manco la vallata di window 95!”.

Invece se chiedi la stessa cosa a Murakami, lui pacifico risponde: “La moqueTte era fitta e morbida come il muschio antico di un’isola dell’estremo Nord”. Facile e poetica. Eppure cacchio! A me manco sotto tortura sarebbe venuta in mente.

Non tollero quel senso di solitudine interiore dei suoi personaggi, che è talmente forte che dovrebbe deprimere e svuotarti. E invece no! Ci sguazzi dentro portandoti dietro la paperella di gomma, e tra schizzi e bolle di inadeguatezza esistenziale, ti godi persino la spensierata condivisione di pEnsieri suicidi (elemento per il quale Murakami, insieme a quello delle orecchie e della cucina italiana, diciamoci la verità, mostra una spiccata propensione).

Non sopporto quelle sue scene di sesso talmente asciutte e ospedaliere che a confronto, la lettura di una cartella clinica da parte di un ginecologo in età da pensione, sembrerebbe più erotica. Eppure sono così perfettamente incastonate in contesti suggestivi e rarefatti, che pur leggendole col soppracciglio alzato, non si potrebbe immaginarle descritte in aLtra maniera, se non così.

Ma infine sapete cosa non sopporto soprattutto?
Che certi assiomi non siano assOluti diamine!!!

Perché mentre Murakami può dire “Scrivo quindi sono”, io sono costretta a dire “Leggo Murakami, quindi godo”. !!

E allora benedetto uomo, scrivi, scrivi anche mentre dormi!! Che qualcosa per la prossima recensione ci inventeremo.


* Di Murakami ho letto anche:


4 commenti:

  1. Allora, te lo spiego con una frase semplice semplice: poiché ho già messo in fila un discreto quantitativo di libri che devo assolutamente leggere nei prossimi mesi, me la fai la cortesia di evitare recensioni allettanti che mandano a monte i miei propositi di lettura? Abbi pazienza: nei prossimi 4 mesi NON posso leggere niente di Murakami. No è?, dici che ce lo devo inserire per forza un suo libro, è? Va be’, vediamo che si può fare…

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  2. Oh mannaggia! Fa questo sforzino e infilacene almeno uno. Magari se non proprio questo qualcun altro. Tanto Murakami è prolifico come i conigli. :D

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  3. E quando il mio scrittore preferito prenderà il nobel mi ubriacherò di sake.

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  4. Ahahaha, deve proprio arrivare il Nobel per farlo?
    Io credo potrei fare uno strappo alla regola e usufruire del sake anche in altre occasioni :)

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