Murakami for President




Caro Haruki,
questo è il tuo quarto libro che leggo.

Che dire? Spettacolare.

È un libro magico. Di solito in ogni tuo romanzo, c'è un motivo personale che si ricollega casualmente alla mia vita.

Ne "L'arte di correre" dici che hai iniziato a correre alla mia stessa età. Scrivi buona parte di "Norwegian wood" a Roma, una città che in questo periodo della mia vita è molto importante.

In questa lunghissima storia, una delle protagoniste si da un nome per poter essere facilmente riconosciuta: Nutmeg.. o Noce Moscata, il nick che uso io per quasi tutti i miei accessi in Internet.

Lo so, è una cretinata, ma considerando la magia dei tuoi libri e la forza suggestiva che hanno, mi piace pensare che anche questi piccoli dettagli facciano parte dell'incantesimo.

Cos'ha questo libro che lo rende così attraente? Forse il fatto che abbia di tutto dentro. Il thriller, le parentesi storiche, i viaggi onirici della mente, la psicologia, l'amore, il soprannaturale.

Scritto da altri ne uscirebbe un guazzabuglio, ma tu sei stato capace di costruire una storia perfettamente circolare, dove tutto torna e la corrente ti riporta al punto d'origine. Esattamente come in un pozzo, che insieme all'uccello giraviti, è il "bandolo" attorno al quale si dipana la matassa di questo romanzo.

I tuoi personaggi miti e riflessivi si ritrovano sempre in tutti i tuoi libri, ma mai uguali a se stessi. E il color pastello che usi per descrivere le scenografie, i sentimenti, le luci e le ombre dei protagonisti, è sempre di una delicatezza sconcertante.

Ho divorato le ultime cento pagine, per vedere come sarebbe andata a finire, ma appena letta l'ultima frase, mi sono pentita di non essermele gustate ancora per un po'.

La storia di per sé è semplice. Due episodi insignificanti, la scomparsa di un gatto e una telefonata misteriosa sconvolgono di colpo, la vita del tranquillissimo Okada Toru, che da allora dovrà usare tutte le sue forze  in un estenuante ricerca di risposte.
Su sua moglie, su se stesso, sul senso della vita.

E l'uccello che gira le viti assiste nell'ombra a questo teatrino che accomuna tutti gli uomini. La ricerca di qualcosa che a tutti scappa continuamente dalle mani. Guarda indefesso le vicende dei protagonisti, accompagnandoli con la sua voce stridula, quasi guidandoli in una scacchiera verso il proprio destino.

Caro Haruki, sei un maestro nel far diventare l'impossibile plausibile, ed è per questo che continuerò a prendere tuoi libri. Arrivata a questo punto non potrei né vorrei farne a meno.

Un'altra cosa che mi piace di te, e che accomuna tutti i tuoi racconti, è il fatto che le citazioni che fai di musica e letteratura sono sempre ben dettagliate.

Se citi un libro, ne citi l'autore e a volte la trama. Per i brani musicali, la stessa cosa. E personalmente, vedo questa tua "meticolosità" come la ciliegina sulla torta. Non c'è niente di meglio che potersi immaginare un personaggio e contestualizzarlo con ciò che legge, o ciò che ascolta. 

Guarda, se ci fossero corsi per stalker, ne farei subito uno, per poterti conoscere. Cercherei almeno di averti come vicino di casa.

Ah, sai una cosa? Io un pozzo a casa ce l'ho. Ed è chiuso da molti anni, volevamo farlo fuori, ma adesso quasi quasi ce lo teniamo come "pensatoio". ^^


*Di Murakami ho letto anche:



2 commenti:

  1. Credo di aver letto il libro meno spettacolare di Haruki. “L’arte di correre”, letto più per l’amore verso la corsa che per la bravura dello scrittore Murakami. Mi hanno regalato “I salici ciechi e la donna addormentata”, che ancora devo aprire, ed ho sentito (a Fahrenheit) una recensione eccezionale sull’ultimo capolavoro, “1Q84”. Ora il tuo post… E poi, come si fa a non comprare un libro dal titolo così evocativo?
    Un abbraccio

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  2. Noooo, dici sul serio? Anche il mio primo libro di Murakami è stato L'arte di correre", preso appunto per l'amore verso la corsa. E a me è piaciuto tantissimo!! *_*

    O meglio, è l'unico libro in cui se ne riesce ad apprezzare lo stile senza l'ingombro dell'elemento onirico. Pensa che io addirittura lo consiglio sempre per un approccio a Murakami più soft.. :)

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