Il vademecum del turista coscienzioso






Io sono esattamente la lettrice tipo nelle cui mani sarebbe dovuto entrare questo libro.

“ Il pornografo di Vienna” racconta la vita di Egon Schiele.

Chi è Egon Schiele? Questo tizio qua.

Carino vero? A me piace, ha proprio la faccia dell’artista, ma di quelli buoni.

Egon dipingeva.

E faceva quadri questo tipo di quadri.


Ora, prima di iniziare il libro a me le sue opere non piacevano, e neanche adesso a dir la verità.

Ma qualcosa è comunque cambiato.
A partire dalla comprensione della vena ironica del titolo.

Se avete dato uno sguardo molto generico ai quadri di Schiele vi sarete accorti che un chiodo fisso ce l’aveva. Fino a metà libro sarete convinti che è il sesso, arrivati alla fine vi convincerete invece che è il degrado, lo sfruttamento, lo squallore morale opposto al perbenismo della Vienna di fine ‘800. Così, terminata la lettura ci si accorge anche che l’etichetta di “pornografo” non indica il punto di vista dell’artista, né del lettore o turista volenteroso che si è informato sul credo del pittore. 

E’ la bocca della Vienna ipocrita, contro la quale Schiele si batteva ogni giorno.

Mi rendo conto di una cosa: è estremamente superficiale pensare di poter andare in un museo, e apprezzare delle opere senza sapere il chi, il come, il perché dell’autore. 

Tutti gli artisti, quelli seri, sono lo specchio della fede intesa nell’accezione pura del termine. Sono persone con una sensibilità diversa, che vedono oltre le cose e credono con tutte le loro forze nella loro personale versione dell’arte.

Combattono e si ingegnano tutta la vita nel tentativo di farla “vedere” anche a chi li circonda, ma siccome liberi dalle convenzioni sociali al contrario di noi, finiscono per morire dimenticati o incompresi. Non dev’essere una vita comoda, come non lo è per chi ha il malaugurato compito di vivere al loro fianco, e cadere nel facile tranello, di prendere il loro disinteresse per la vita “dentro i canoni”, come una forma elevata di egoismo e stravaganza.

In un mondo migliore, il bigliettaio davanti al museo o alla mostra di Pinco Pallino, prima di farci entrare ci darebbe il libro sulla vita dell’artista,e ci direbbe: “Torna quando hai capito”. E noi, torneremmo carichi del nostro entusiasmo e con gli occhi presi in prestito dall’artista, finalmente capaci non solo di guardare, ma di vedere.

Ma non è così: al mondo ci sono troppi Schiele, e pochissimi Crofts che si prendono la briga di spiegarci cos’è che “tutto muove” dentro la testa dell’ideatore.

E noi, privi dell’ideale vademecum del turista perfetto, abbiamo un’unica arma a disposizione. La curiosità, o che dir si voglia, la volontà di informarci. E se usata bene, può bastare anche quella.

Nessun commento:

Posta un commento