Ho visto un uomo che correva il 31 Dicembre sera.





L’ho visto mentre portavo fuori il cane, alle nove di sera.

Volevo quasi fermarlo e dargli la mano.

Magari avrei potuto dirgli: “Ma lo sa che anch’io non ho di meglio da fare stasera? Vuole aspettarmi cinque minuti che metto le scarpette e la seguo?”, oppure “Ma ce la farà poi a tornare, farsi la doccia, mangiare qualcosa e uscire per mezzanotte?”, oppure ancora,  fargli solo i miei complimenti per non essersi adagiato sul panettone.

Di sicuro, qualunque serata lo stesse aspettando, che dopo la corsa stesse a casa coi genitori anziani, o che scappasse a mezzanotte meno cinque per brindare con gli amici, questo non mi ha evitato di riflettere sul fatto che va bene fare bilanci, ma basta con le lamentele. Prendiamo solo atto di quello che è stato.

Che alla fine qualcuno nelle nostre stesse condizioni, se non pure peggio, c’è sempre.

Lo so, che attratti dal titolo del post alternativo, avrete pensato: “Finalmente un post di fine anno che non parli di bilanci!” E invece no. Anche questo è un normale post di resoconti annuali.

Quest’anno per me è stato un anno all’insegna dell’insoddisfazione.

Nessun dispiacere in particolare, ma rispetto al 2010 non mi sono mossa di un centimetro.

E invece io volevo scattare in avanti, smuovere le acque, diventare qualcosa o qualcuno che mi permettesse di guardarmi allo specchio, di alzare il bavero del mio giubbottino, e dirmi : Hey Baby!

Così a quanto pare non è stato.

Le acque le ho appena rimestate, e  i passi avanti sono stati impercettibili. Forse non sono stati manco in avanti, forse mi son mossa solo di lato. E devo anche aver sbattuto da qualche parte, perché ho qualche livido blu.

Invece quest’anno che viene, auspico che sia almeno decisivo.

Non pretendo sia memorabile o grandioso, ma vorrei che mi ponesse nelle condizioni di fare scelte importanti.

E per farle devo andare in qualche direzione. O in un senso o in un altro.

Mi basterebbe questo.

Certo: qualcosa di buono è accaduto anche nel 2011.

E qua, si parte finalmente col bilancio in positivo.

- Son riuscita a tenermi la mia dolce metà, che è un grandissimo passo, considerando la situazione difficile e il suo caratteraccio. Nei suoi confronti ho due unici rimpianti. Uno a cui non posso porre rimedio: non averlo conosciuto prima, quando sarebbe stato tutto più facile. L’altro è quello di non essere riuscita ancora a dimostrargli cosa sono e quanto valgo. E non me la sto tirando, è solo che lui mi conosce a metà, e io invece vorrei che mi amasse anche per l’altra parte di me, quella che ancora non è venuta fuori,  che forse è anche migliore. E per questo, c’è ancora possibilità di riparare.

- Ho letto 100 libri a partire da fine Marzo, e nella lista desideri ci sono altri 800 titoli che vorrei avere tra le mani.

Non ho capacità da veggente, ma dato che la mia lista si allunga ogni giorno di più, credo non mi basterà una vita per leggere tutto ciò che vorrei.  Però tra ciò che ho letto quest’anno , ho scoperto delle piccole grandi perle, che valgono da sole la voglia di continuare a leggere.

- Ho eliminato qualche amicizia di troppo.  Non in occasione di eventi spiacevoli, ma da quando ho incominciato a sentire la necessità di sfrondare la mia vita dai rapporti inutili.

- Ma forse ne ho acquisito anche di nuove, che solo il tempo saprà dirmi se valide o meno.

- A casa i rapporti sono rimasti stagnanti; certi meccanismi inossidabili al tempo si sono addirittura rafforzati.  E di pari passo anche la mia rassegnazione. Che non è esattamente un male, perché poi alla fine ciò che conta è saperle le cose. E forse quando sono di buonumore, non è solo rassegnazione fine a se stessa, ma rassegnazione tenera, perché se c’è qualcosa di inequivocabile, è che i miei stanno invecchiando alla velocità della luce. E pure il mio cane. Quindi..

- Lo studio, è stato il mio punto debole di quest’anno. Un bradipo avrebbe fatto di più. È come se avessi un blocco , o una sorta di crisi di panico mentale, per cui a un certo punto non immagazzino più niente. Ho imparato molte nuove cose, ma dovevo impararne molte di più.

Non ne parlo mai con nessuno perché è difficile da spiegare. Ma  sta di fatto che questo blocco esiste e lo posso quasi toccare. E se il prossimo anno riuscissi a superare questo scoglio, basterebbe come ragione per dire che è un anno eccezionalmente buono. Cercherò di ricordarmi più spesso una frase di Houdini, che a quanto pare diceva: "Se ho fatto cose che in realtà non avrei potuto fare è perché mi sono detto: Devi."

- Ho scoperto tanta buona musica, e come per i libri, è una di quelle cose per  cui ho sempre sete di saperne di più. Mi riservo perciò di scoprirne altra in futuro. E magari se mi va bene di condividerla con le persone a cui tengo.

- Sono dimagrita in un anno di solo un paio di chili. Ma togliendo il “solo” diventa anche questa una bella cosa. Cercherò di lavorare anche su questa cosa.

Evvabbè: pensavo che avrei scritto un post di due righe e invece, eccomi qua a spremermi le meningi per vedere se ho lasciato qualcosa nel dimenticatoio o nello sgabuzzino dei brutti/bei ricordi.

Quindi, prima che risalga con la memoria al 1985, preferisco lasciarvi facendovi gli Auguri con una canzone, che voi potrete anche dire che non c’entra una mazza, e che è pure triste, ma secondo me rappresenta un manifesto di ottimismo e di buoni ed essenziali propositi, quando dice:

“C'e' un grande salto in fondo al cuore
prima deserto, adesso un'oasi
via i cancelli per favore,
che non mi servono più.
Via le lame dal mio cuore,
via le cose che lo umiliano
carro che non vuol cadere
nella stupidità.”

Ecco, se nel 2012, io riuscissi almeno a non cadere nella stupidità, sarebbe un anno bellissimo. E ne auguro uno così anche a voi.

Auguri a tutti!!




7 commenti:

  1. NoceMoscata si potrebbe anche rispondere che un paio di chili in meno sono una gran cosa rispetto a chi ne prende un paio in più; che scoprire cose nuove – che siano musica, libri, paesi, stati d’animo – è già di per sé fare un bel passo in avanti; che leggere 100 libri in 10 mesi è una roba pazzesca (non che il valore della lettura stia nella velocità con cui si macina un libro, ma cento è fantastico! Come fai?)… E, insomma, basterebbero queste due cosucce per asserire che il 2011 deve essere stato proprio un bel periodo per te! Ma poi tutto è soggettivo e può bastare un’inezia per farti sembrare negativo un anno che magari negativo non è stato.
    E allora, sai che ti dico? Frequento da poco questo blog ma ho già la certezza che non corri il rischio di cadere nella stupidità; ti auguro, invece, di superare quello scoglio che ti rende la vita meno piacevole e ti auguro di poter scrivere presto un post per affermare che il 2012 è già diventato un anno eccezionale.
    Auguri!

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  2. Ti dirò: non credo di aver ricevuto un messaggio così carino neanche dalle persone che mi conoscono sul serio. Grazie mille, e ricambio gli auguri con sincero affetto, perché ho il sentore che te li meriti proprio. :)

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  3. I passi fatti si vedono solo sulla lunga distanza.
    Penso.

    E'ancora tempo per gli auguri?

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  4. @Alea: verissimo. Cercherò di ricordarmene :)

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  5. Cara Noce, hai un cervello talmente lucido, disincantato, ironico e intelligente che riuscirai nella vita, stanne certa! E per riuscire nella vita io intendo realizzare i tuoi sogni. Quanto allo studio, non so cosa stai facendo, mi immagino università e una facoltà letteraria, data la tua somma cultura, mi chiedo pensosa da cosa derivi il tuo blocco e mi dispiace sinceramente per le tue doti di cui sopra.

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    1. Cara Angela. Mi sono già laureata, in Giurisprudenza per l'esattezza, ho sempre pensato che le facoltà letterarie non facessero per me. Adesso sono alle prese con una spinosissima specializzazione, collegata a un master ancora più ostico, che a sua volta dovrebbe elevarmi dalla massa dei laureati in Azzeccagarbugliaggine. E sto facendo una fatica inimmaginabile, boh. Il risultato è che per adesso, sono una Perry Mason dei poveri. Spero vivamente che quest'anno vada meglio. Grazie per il commento confortante. Ne ho sempre bisogno :)

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    2. Ma dai! Come le facoltà letterarie non fanno per te! Sarà che io mi sono divertita come mai nella vita prima e dopo, che sto seriamente pensando di riscrivermi ad altra facoltà letteraria (io sono laureata in Lettere moderne), e che Giurisprudenza l'ho sempre ritenuta triste triste... complimenti di cuore, effettivamente... (quando sarai una famosa azzeccagarbugli ricordati di me :-) )

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