Ho riconosciuto l’Italia ma non gli italiani


Metà autobiografia e metà raccolta di aneddoti. Fabbri racconta il succedersi di tre generazioni. 
Quelle della sua famiglia.

E così ci ritroviamo a ripercorrere le stesse sue strade.
Odori  che ricordano quelli di casa.
Album di fotografie simili ai nostri.
Immagini di film che in tv, vediamo solo di notte.
E’ vero: l’Italia era il “bel paese là dove 'l sì sona” di Dante.

Ma ciò che “immelanconisce” gli animi come lacrime sul miele, sono i volti veraci  degli italiani.
Ecco, quelli faccio veramente fatica a riconoscerli. Per assaporare certi quadretti, devo riandare con la memoria ai racconti dei miei genitori, e insomma, quando un ricordo è di seconda mano, rimane il rimpianto (se pur dolce) di non essere stati lì presenti, a testimoniare la creazione di quel momento.

Perciò formalmente, vi consiglio di leggere questo libro per il tono leggero e delicato della narrazione, ma intimamente per rispolverare l’immagine di quegli italiani genuini e coloriti, che sotto l’aspetto di grandi mascalzoni avevano un codice d’onestà marchiato a fuoco, sapevano cos’era la fatica di guadagnarsi una posizione,  sapevano cosa voleva dire studiare per lavorare e lavorare per vivere soddisfatti, usavano l’ironia sapientemente, e la commedia ce l’avevano in casa, a tavola coi familiari, veramente a portata di mano.

Nessun commento:

Posta un commento