Ecco un libro che non regalerò mai al mio fidanzato




Se dovesse raccontarvelo lui, ve lo spiegherebbe così:

“E insomma, sta a sentì. La storia si svolge in America. Ci son ‘sti due regazzini, figli di immigrati russi che crescono assieme. All’inizio ‘na cosa che più puerile di così nun se po’ sentì, dopo un pochetto però, ce prendi  gusto a sapè che faranno, se si bucheranno, se s’ammazzeranno, se la vita je sorriderà. 

Poi un bel giorno 'a ragazzetta mingherlina sparisce. Epperò nella quarta di copertina nun ce sta già scritto che ritorna? Perciò sorpresa zero, gnente. Evvabbè, che famo? Aspettemo che ritorni.

A tre quarti del libro rieccola, e a quel punto le solite menate dell’amore mai interrotto, che però nun je la fa a sboccià perché ci son degli ostacoli, e oddio quelle cose che a voi donnine ve piacciono da morì.

E allora tu pensi, ecco dove sta la svorta!  Adesso, alla fine. E a te pare di vederla ‘sta gnappetta della Tanner con quel faccino anni settanta  e il posacenere sullo scrittoio che sta lì a confezionà ‘sto finalone che te lo ricorderai pessempre. E tu sei lì, che  aspetti, e aspetti…

 Ma  a un certo punto, cosa fa ‘sta zozzona? Alza lo sguardo all’orologio da parete, e dice “’Sti cazzi, ma c’è il derby Roma-Lazio!!!”. Così, si alza, pija il pacchetto de sigarette sul tavolo, e con la penna e pure male, scrive..” E vissero felici e contenti”.

Aò, ma ‘tacci sua!! Sai che te dico? Che se scoppia un incendio a casa, e questo libro se salva, il fuoco je lo appicco io.”

Ecco, questo è ciò che direbbe lui.

Io che sono ovviamente più dolce e sensibile, carina e graziosa, piagnucolosa e lunatica, e via dicendo, dico invece che in effetti la trama  manca di spessore, e che la delicatezza tipica dei rapporti tra bambini che solitamente tanto affascina, e che forse era l’unico punto di forza di questo libro,  è andata a farsi benedire  insieme al finale super precipitoso.  Così, se scoppia un incendio a casa mia, e questo libro si salva, mi tocca pure aspettare che mio moroso finisca il suo falò, e mi ripassi l’accendino.

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