Come Alice nel Paese delle meraviglie.




Un libro binario.


Due vicende che corrono parallele per raccontare un'unica storia.


Da una parte abbiamo un cibermatico, coinvolto inconsciamente nella guerra informatica tra due grandi potenze, ognuna interessata a raggiungere il proprio obiettivo, fregandosene degli anelli della catena che vanno persi. Un mondo che potrebbe essere il nostro con tanto di "Invisibili" mostri che abitano nelle fognature e nella metropolitana della città.


Da un'altra abbiamo un mondo perfetto nell'imperfezione, dove chi entra si separa dalla propria ombra e lascia morire il cuore per garantirsi un'esistenza sotto le fronde della serenità.


Murakami è come il signor Mulino Bianco (sì, quello delle merendine).


Il suo marchio per chi ha "assaggiato" i suoi libri è riconoscibile sempre. In tutti si sconfina dalla realtà e in tutti nessuna meraviglia ci coglie quando oltrepassiamo la soglia della fantasia. La maestrìa di Murakami sta proprio nel prenderti per mano e accompagnarti nel "suo" mondo, come se stessi visitando un museo, e avessi una guida a tua disposizione che ti spiega vetrina per vetrina cosa c'è dentro.


Eppure in tutti i "prodotti" coperti dal marchio Murakami si sente un gusto diverso che ne garantisce la qualità.


Se "Nel segno della pecora" le gocce di cioccolato sono costituite dalla  solitudine dell'uomo avvolta in un intrigante mistero, se in "Norwegian wood" gli abbracci sono la leggerezza evocativa dei sentimenti, se ne "L'uccello che girava le viti del mondo" il cuor di mela è l'introspezione dell'individuo quando non ha più niente da perdere o ha troppo da recuperare, se in "Kafka sulla spiaggia" il ripieno è la fatalità del destino dentro la dimensione di un sogno, qua invece abbiamo un biscotto fatto di friabile frolla al gusto di immortalità abbinata a un cuore croccante fatto di paure umane, riflesso dei nostri desideri più atavici e della nostra coscienza che fatica a star dietro ai battiti del cuore.


È una spiegazione surreale che mostra ben poco della trama, me ne rendo conto, ma riflette il carattere onirico, ma non per questo poco realistico di tutti i libri di Murakami. Per saperne di più dovete leggerlo, anzi, ve lo consiglio vivamente. Se non altro per arrivare a pag. 380 e leggere questa bellissima verità:


"Eppure, se avessi potuto ricominciare da capo, ero sicuro che avrei rifatto le stesse identiche cose. Perché quello ero io: quella vita in cui continuavo a perdere tutto. Non avrei potuto fare altro che diventare me stesso, nient'altro che me stesso, con tutte le persone che mi avrebbero lasciato, o che io avrei lasciato, con tutti i bei sentimenti e le magnifiche qualità e i sogni che sarebbero andati distrutti, o perlomeno che avrei dovuto ridimensionare."




* Di Murakami ho letto anche:


- Dance dance dance;
- L'uccello che girava le viti del mondo;
- I salici ciechi e la donna addormentata;
1Q84;

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