Apologia sull'espressione idiomatica "Perché se no?"







"Devo dire che nonostante il "Perché se no?" sia una delle battute più banali, rimane sempre una delle più difficili da gestire.

Io la fronteggio periodicamente da quando avevo undici anni, eppure ancora non ne sono venuto a capo.

Se rispondi "Perché se no ti faccio un culo così", poi rischi di superare quel margine di sicurezza che sta tra te e la scazzottata. Se rispondi semplicemente "Provaci", nove volte su dieci quello ti mette le mani addosso, e si ricomincia da capo. "Ho detto togli le mani!". "Perché se no?" "E tu riprovaci!".

Una volta ho giocato la carta del ridicolo e con aria schifata ho risposto: "Perché se noooo? Ma che c'hai dieci anni? E Piantala!" Tutto perfetto fino a "E piantala!", infelice chiosa che ha prodotto un ulteriore "Perché se no? " del mio sfidante.

Un'ultima possibilità molto borghese, e quindi poco efficace con avversari di estrazione popolare, è rispondere "Se no la denuncio!"

Io la uso molto raramente e comunque mai in presenza di donne. Si sa, anche se sei alto un metro e sessanta e pesi quarantacinque chili, le donne vogliono sognare di avere al loro fianco un eroe senza paura, sempre pronto a battersi.

Mai interferire con i sogni di una donna."


[ "Giulia 1300 e altri miracoli", Fabio Bartolomei]

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