La casa ideale ha sempre un locale di disimpegno



Va bene. Mi devo ricredere. Pensavo fosse un’emerita schifezza.  Invece tutto sommato no. O meglio, poteva essere molto peggio. Poteva esserci una storia d’amore alla Harmony con frasi smielate da Baci Perugina e scene di sesso alla Beautiful ad esempio. 

Oppure potevano esserci descrizioni dettagliatissime di inenarrabili atrocità compiute sugli animali, giusto per smuovere la categoria degli animalisti che è più folta di quella dei vegani.  Invece niente.  Sobrio e scorrevole.

Certo, non è un libro che rimane ad imperitura memoria, però non fa neanche urlare di sdegno. Ed è già un pregio ora che non esistono più le mezze misure. Segno evidente che di libri piacevoli ne esistono ancora. Libri che rallegrano la pausa di riflessione tra una lettura seria e una dolorosa. Libri che se venite interrotti mentre li leggete, poi non dovete per forza rileggere le tre pagine precedenti per riappropriarvi del filo narrativo. Libri che puoi leggere dappertutto. Libri disimpegnativi come un antibagno. 

Ho persino avuto la fortuna, se così vogliamo chiamarla, di vedere il film. Naturalmente è stata una pessima idea.  Pur rimanendo abbastanza fedele al libro, hanno tagliato in toto le incursioni narrative di Jacob  da vecchio, che nel libro convinceva molto di più di Jacob da giovane.  
Taccio sulla varietà di espressioni facciali del protagonista. Un cane che dorme vincerebbe a tavolino. 


Un ultima cosa: gli elefanti  sia che abbiano orecchie grandissime o parlino polacco, tirano più di un pelo di fica.  E sono estremamente fotogenici anche quando l’accompagnano. 

2 commenti:

  1. :-)
    A dire il vero, la fotografia non fa che confermare il tradizionale assunto: è il pelo a tirare di più, anche dell'elefante.
    Il fotogenico esemplare immortalato probabilmente non si sarebbe mai mosso, senza l'apposito stimolo :-))

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