Benvenuti a Obliolandia





Forse non dovrei dirvelo. Ma oggi mi sento in vena di confidenze.

Esiste un paese, di cui non vi dirò le coordinate per evidenti ragioni di privacy, che si chiama Obliolandia, ed è abitato dai Tiepidi.

Chi sono i Tiepidi?
Sono tutti quei libri che nel mondo degli uomini non hanno lasciato il segno, né in negativo, né in positivo. Libri che per le più svariate ragioni, sono stati dimenticati. Libri né caldi, né freddi, Tiepidi appunto.

I Tiepidi naturalmente, non sono tutti uguali. Alcuni ad esempio, non hanno fatto in tempo a nascere, che già si trovavano ad Obliolandia; normalmente sono un po' distratti e hanno l'aria trasognata tipica di chi non sa come mai si trova in un posto e perché.
Altri, hanno vissuto un breve periodo di gloria, calcando le vetrine di importanti librerie, e solitamente si dividono in due categorie. Quelli che hanno preso bene lo spegnersi repentino dei riflettori sopra di loro, e quelli che non l'hanno presa per niente bene. Riconoscere gli uni dagli altri è un gioco da ragazzi. I primi sono amabili conversatori e simpatizzano facilmente. A volte hanno il vezzo, memori della breve esperienza da star, di atteggiarsi a navigati conoscitori del mondo, ma in fondo sono dei buoni diavoli.

I secondi invece non si danno pace per il torto subìto. Specificano sempre di essere a Obliolandia solo di passaggio e hanno sempre un'aria di sufficienza dipinta sulla copertina. Insomma, hanno la puzza sotto il frontespizio e quasi sempre, dopo un po' di tempo cadono in depressione.

Verrebbe da pensare che Obliolandia sia un paesino uggioso e tetro. Tutt'altro. E' un paese ridente, dove, i Tiepidi godono della notorietà che gli è stata negata nel mondo degli esseri umani.

Prima di cena, li si può ritrovare nei bar della Piazza centrale per l'aperitivo, a chiacchierare tra di loro e a raccontarsi a vicenda le proprie vicissitudini. Così alla fine tutti conoscono a menadito la storia degli altri. L'anonimato non esiste a Obliolandia.

Oggi, questo ridente piccolo borgo, vanta l'adozione di una nuova cittadina. L'ho accompagnata io personalmente stamane. Si chiama “Di fama e di sventura” ed è arrivata seconda al Premio Campiello di quest'anno.

Siccome molto spesso i Tiepidi hanno nomi lunghissimi e scomodi da ricordare, è invalsa ormai la prassi di dare subito dei diminutivi ai nuovi arrivati. “Di fama e di sventura” è stata perciò ribattezzata Famina (ché Sventurina pareva brutto).

Famina è un simpatico tipetto sbarazzino. E' sempre vestita alla marinara perché la sua storia in gran parte si svolge a Trieste, ed è bella rotondetta, come tutti i libri che hanno un che di epico e parlano di saghe familiari.

L'ho conosciuta una settimana fa e sono stata con lei 2-3 giorni circa. Chiacchierare con lei è quasi istintivo. Si vede che ha studiato e ha un buon lessico.
Ha solo un paio di difetti, che presi singolarmente non sarebbero manco degni di nota, ma che considerati nell'insieme ne fanno purtroppo un'eterna seconda. Innanzitutto ha il brutto vizio di far cadere il discorso quando sta parlando di persone importanti della sua vita. Cosicché dopo un po', si ha sempre l'impressione che non te la stia raccontando tutta. In secondo luogo, a volte capita che faccia finta di sapere cose di cui è evidente, non ha padronanza. Nei tre giorni in cui siamo state assieme ad esempio, mi ha più volte parlato di Borsa e Finanza, ma si vede da un miglio di distanza che non è farina del suo sacco. Altro piccolo neo: quando no sa cosa dire, invee di prendere pausa e tacere, si ripete. E a volte nel giro di 5 minuti, che in termini “libreschi” vale a dire lungo la stessa pagina.

Certo: c'è anche da dire che ha una mamma molto giovane. Ma i libri purtroppo non sono come gli uomini. Non c'è possibilità che migliorino crescendo.
Perciò, dato che Famina è uscita benino, mi auguro  che la  Federica Manzon si impegni a scodellare presto un altro pupetto, ché potrebbe essere la volta buona.

Ma voi, mi raccomando, acqua in bocca. Obliolandia rimane un segreto tra me e voi.

Nessun commento:

Posta un commento