Contro il logorìo della vita moderna.






Fughiamo subito ogni dubbio.

Questo non è un libro né per chi si aspetta un monaco tibetano che a cavallo di una motocicletta vi spieghi la filosofia tutta, né per chi si aspetta istruzioni utili per far partire una moto che avete ferma in officina dal 1965. Chiunque di voi spera nell’una o nell’altra cosa ne rimarrà deluso e sbadiglierà tutto il tempo.

Piuttosto è un libro che vi offre un approccio diverso a due cose che sembrano lontane anni luce e tutto sommato non lo sono.
Anche senza leggere questo prezioso volumetto, mi era già capitato di pensare che in un modo o nell’altro in ognuno di noi alberga un piccolo filosofo. Il tutto sta a farlo uscire.
Ma dove? Tra un post su Facebook e due chiacchiere in chat? Tra l’ora della spesa e quella della pennichella? Tra le telefonate vuote di amici stressati  e le lavatrici di capi colorati? Ummm, difficile.  

Sembrerebbe una questione di tempo. E in fondo lo è.
Eppure, il ciondolamento post-prandiale estivo sull’amaca, non è detto faccia di noi dei saggi illuminati. Io ad esempio, ho sempre e solo rimediato le righe della tela sulla faccia e qualche pigna in testa.  E quindi non è solo una questione di tempo libero da scassamenti di palle.

Mesi  fa, vidi in tv un documentario su un corridore famoso di cui non ricordo il nome, che fece stampare sulla maglietta la scritta “L’uomo che corre, è un uomo che pensa”.

Eccolo il punto.  

Perché un’ora sul letto/amaca/divano, produce inerzia , mentre un’ora di corsa produce buoni propositi, ricordi sopiti, strategie di vita? Forse perché pur impegnati a raggiungere una meta, siamo costretti ad ascoltarci. E non solo il nostro fisico che chiede venia e si rifiuta di fare quell’ultimo chilometro, ma anche il nostro cervello, libero finalmente di fare le proprie associazioni senza ingerenze esterne, neanche quelle derivanti dall’ozio.

Stessa cosa vale per un viaggio in moto.  E non è indispensabile che siate soli. Anche Pirsig fece il suo viaggio on the road con il figlio. La moto è un mezzo fantastico, ma non è adatto a fare salotto. Le  conversazioni vengono urlate o smozzicate, perciò se avete voglia di conversare dovete farlo interiormente. 

Ecco spiegato il binomio zen-moto che all’inizio poteva sembrare tanto dissonante. La ricerca spirituale di noi stessi, specie se fatta con Qualità (la Q maiuscola la capirete solo leggendo il libro), è un modo inverso di concepire il mondo in cui viviamo. Anziché trarre conclusioni sommarie da una visione panoramica, bisognerebbe incominciare a guardarci dentro ed estendere piano piano la visuale fino ad abbracciare ciò che ci circonda. 

Lo so, sembra una cazzata. Infatti io (tento) di scrivere recensioni, mica libri come Pirsig!!!

E proprio perché l’ha scritto lui e non io, si vedranno accontentati anche coloro che cercano una trama. Dolorosa in questo caso, un po’ alla John Nash per intenderci. Ma forse essenziale per poter arrivare a un’accettazione della verità sofferta, ma liberatoria. 

Sarebbe bello adesso fare del gossip, magari anticipandovi non solo che si tratta di una storia vera, ma dicendovi pure cosa successe dopo; invece mi limito a consigliarvi questo libro a piccole dosi, e vi allego un link, a testimonianza di tempi e riflessioni che furono.


2 commenti:

  1. Blog molto interessante, complimenti per le recensioni e anche per la scelta dei libri ( Pirsig è un must, per me).
    Spero di poterti leggere ancora :-)

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  2. Credo proprio mi leggerai ancora, almeno finché il mio pc resiste :D

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