Fortuna vuole che Schmitt non sia stato contemporaneo di Saint-Exupèry


Altrimenti Antoine l'avrebbe sicuramente fatto fuori.
Fortuna in generale che Antoine non sia ancora vivo.
Assisterebbe a una vergognosa inversione di tendenza. Perché adesso a quanto pare, va di moda dire che “Il piccolo Principe” è sopravvalutato e in fondo è di una banalità sconcertante.
Non si sa come, ma tutti sembrano essersi dimenticati che l'etichetta romanzo di formazione è di solito riservata a tutte quelle opere la cui profondità è proporzionale al momento in cui le si legge.
E se l'addomesticamento della volpe che simboleggia la dipendenza emotiva che si crea quando nascono dei legami, fa storcere il naso ed esclamare all'adulto: “Oddio! Che cosa scontata!”, forse apre gli occhi a un sedicenne, o più semplicemente lo porta a rifletterci su.

Ma come al solito, sto divagando. Tornando all'ipotetico colleghicidio, se il povero bistrattato Antoine avesse letto “Oscar e la dama in rosa”, probabilmente roso dall'invidia e accecato dallo spirito di competizione, nonché dimentico dei buoni propositi profusi nel suo libro, avrebbe preteso lo scalpo di Schmitt.

Perché anche questo è un piccolo libriccino formato-favola. E anche questo, a leggerlo e a chiuderlo, non ci si accorge di avere il cuore in mano, e non la sigaretta o il cellulare.

Ma mentre “Il piccolo Principe” è un delicato affresco sui sentimenti umani, “Oscar e la dama in rosa” è un gesto d'amore. E' il gesto di chi ti rimbocca le coperte e prima di accostare la porta dà un ultimo sguardo, che ti abbraccia e ti avvolge sereno. E' un gesto d'amore per chi sa di morire, e per chi sa che qualcuno che ama morirà.

Un gesto di una leggerezza tale che non sconfina mai nella mancanza di rispetto per chi soffre.

Una leggerezza che ha il potere di donarti la speranza e allo stesso tempo di schiacciarti sotto il peso dell'inevitabile.

Semplicissimo nella sua disarmante bellezza.
Bellissimo nella sua disarmante semplicità.

Da leggere. Da regalare. Soprattutto a chi ha l'insostenibile compito di stare accanto a chi soffre. Per ricordare che non si è del tutto impotenti davanti alla vita che scivola via.


10 commenti:

  1. Ironica, profonda, sensibile...bella recensione.

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  2. c'è anche il film:
    http://www.imdb.com/title/tt1242522/

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    1. Eh, purtroppo non sono mai riuscita a recuperarlo in italiano. E mi piacerebbe molto vederlo.

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    2. se vuoi, la prossima settimana sono a Nuoro, e posso portarti il film sottotitolato in spagnolo
      fammi sapere se ti interessa

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    3. Caspita Franz, ma sei sardo anche tu? :)

      Purtroppo la settimana prossima sarò io a non esserci, sarò in pieno tour ospedaliero coi miei che hanno appuntamenti in tutti gli studi medici della regione (scarrozzamento, modalità: ON)

      Però grazie mille del pensiero :D
      Veramente!!!

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  3. sono di Nuoro e vivo al Sud, zona Cagliari, vicino all'Africa

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    1. Ma pensa!! Non mi era mai capitato di incrociare una persona così vicina alle mie parti. Adesso me ne andrò in giro tronfia per almeno mezza giornata :)

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  4. se già non lo conosci, ti piacerà

    http://stanlec.blogspot.it/2011/11/morte-di-un-supereroe-anthony-mccarten.html

    mi dirai ciao

    PS: conosci il mio terzo blog? (http://amareproduzioniagricole.blogspot.it/)

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  5. Non conoscevo nessuna delle due cose. Il libro lo metto subito in wishlist mentale, sul blog ci vò subito. Grazie per le dritte :)

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  6. http://markx7.blogspot.it/2012/08/oscar-et-la-dame-rose-eric-emmanuel.html

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